Il crollo di un viadotto sull’autostrada A6 Torino-Savona, con negli occhi degli italiani le immagini ancora fresche della tragedia del Ponte Morandi di Genova, ha naturalmente scatenato il solito codazzo di polemiche politiche. Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha tuonato: “Basta licenze ai concessionari che non fanno manutenzione”. Il riferimento è al Gruppo Cavio, responsabile della A6, e naturalmente alla famiglia Benetton, concessionaria della maggior parte delle tratte autostradali italiane.

Ma il governo giallorosso viene investito in queste ore dalle critiche di tutta Italia Viva, il partito di Matteo Renzi che, fino a prova contraria, sostiene attivamente l’esecutivo Conte II. Il leader Renzi si scatena su Twitter puntando tutto sul cosiddetto piano Italia Shock che metterebbe sul tavolo ben 120 miliardi di soldi pubblici per la manutenzione della rete autostradale italiana. A metterci il carico da 90 ci pensa però Maria Elena Boschi la quale, ospite di Omnibus su La7, accusa il precedente esecutivo M5S-Lega di aver “smantellato” Italia Sicura, provvedimento adottato durante il governo Renzi.

Il tweet di Matteo Renzi: ‘Mi basta che diano l’ok per partire con Italia Shock’

La tragedia sfiorata con il crollo del viadotto in Liguria sulla A6 ha ridato fiato alle corde di Matteo Renzi il quale, solo pochi giorni fa, aveva annunciato il piano di Italia Viva, Italia Shock, per sbloccare 120 miliardi di fondi pubblici destinati alla manutenzione delle grandi opere. “Oggi dicono tutti che serve lo sblocco dei cantieri e il ripristino di Italia Sicura - cinguetta l’ex Premier su Twitter - anche in questo caso il tempo è galantuomo.

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Politica M5S

Non mi interessa che ci diano ragione: mi basta che diano l’ok per partire con Italia Shock. Non perdiamo altro tempo, i soldi ci sono. Sblocchiamoli”.

La proposta della Boschi: ‘Servono procedure veloci come per Expo’

Posizione ribadita con forza ancora maggiore dalla sua numero due, Maria Elena Boschi.

Ospite di Omnibus su La7, la Boschi risponde ad una domanda della giornalista Gaia Tortora su che fine abbia fatto il piano Italia Sicura. “L’idea di Italia Sicura - spiega la valchiria renziana - che era un’unità di missione, era di coordinare quel lavoro che solitamente si divide tra vari Ministeri e le Regioni. Lo scopo era quello di cercare di sbloccare le opere, velocizzare i finanziamenti e mettere in sicurezza il nostro territorio, combattendo soprattutto il dissesto idrogeologico. Quindi svolgendo una fondamentale attività preventiva”, Ma, secondo la Boschi, “purtroppo con il governo Lega-M5S quell’unità di missione è stata smantellata, quindi non è stata ricostituita.

E adesso noi di Italia Viva stiamo chiedendo a questo governo di ripristinarla. E abbiamo visto dalle notizie e dalle immagini drammatiche di queste ore quanto ci sia bisogno di prevenzione - commenta le immagini del crollo del viadotto sulla A6 - non a caso, proprio una settimana fa a Torino abbiamo presentato il piano sblocca cantieri, un piano shock per l’Italia, perché ci sono 120 miliardi di euro pubblici già stanziati, ma che non vengono spesi. Ora - conclude - dobbiamo semplificare le procedure, come è stato con Expo dove i lavori erano molto indietro.

Lì abbiamo deciso di creare un modello dove si univa la legalità degli appalti attraverso l’Anac e la nomina di un commissario per garantire anche la velocità dei lavori. Un successo per tutto il Paese”.

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