Che Nicola Zingaretti pretenda un cambio di passo dall’alleanza di governo che sostiene Giuseppe Conte a Palazzo Chigi non è certo un mistero. Il Segretario del Pd ha espresso in più occasioni i suoi dubbi circa la durata dell’esecutivo Conte II se non si placa il continuo clima di scontro venutosi a creare tra dem, pentastellati e renziani. Che il numero uno del Nazareno voglia rompere tutto per andare presto a nuove elezioni, non è invece una notizia confermata, anche se i retroscena in merito si sprecano.

Gli ultimi in ordine di tempo a lasciare intendere che Zingaretti, esasperato, sia pronto allo strappo, sono i giornalisti Massimo Giannini di Repubblica e Tommaso Labate del Corriere della Sera. Mentre Labate narra i particolari dell’ultima riunione del Pd, Giannini, ospite di Tagadà su La7, lascia intendere che a microfoni spenti Zingaretti gli abbia confessato le sue intenzioni.

Massimo Giannini a Tagadà: ‘Zingaretti si chiede fino a quando dovrà portare la croce’

Nicola Zingaretti è stato ospite del mio programma radiofonico la settimana scorsa - dichiara Massimo Giannini a Tagadà facendo riferimento alla recente ospitata a Circo Massimo del Segretario Pd - non le dico quello che ha detto fuori onda, perché ovviamente è il primo ad essere consapevole di quello che lei diceva un attimo fa - rivela rivolto alla conduttrice Tiziana Panella - e cioè: quanto sta crescendo il prezzo che il Pd sta pagando per stare in un’alleanza nella quale il principale alleato, Luigi Di Maio, non passa giorno che non dia prova di insofferenza e di scarsa fiducia sulla tenuta di questa alleanza.

Allora Zingaretti fa il cireneo - prosegue Giannini - si carica sulle spalle una croce, che non dovrebbe portare lui, o che comunque sicuramente non dovrebbe portare da solo, ma si chiede: ‘Fino a quando?’. E, soprattutto, ‘per arrivare dove?’. Finisce il calvario che invece sembra infinito?”.

‘Se non prima, si voterà subito dopo le elezioni in Emilia Romagna’

Insomma, secondo Massimo Giannini, il numero uno del Pd sarebbe pronto fin da subito a staccare la spina al governo Conte II.

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“Alla fine forse, io ne sono convinto e l’ho scritto fin da subito - continua nel suo ragionamento - sarebbe stato meglio tornare a votare immediatamente contro la crisi. Ma qui forse ci si arriverà lo stesso, a breve, anche a breve penso io”. A quel punto la Panella lo interrompe stupita: “Anche prima dell’Emilia Romagna, no?”, con riferimento alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna del 26 gennaio.

“Prima dell’Emilia la vedo difficile per ragioni tecniche, ma non per ragioni politiche - la accontenta subito Giannini - perché queste ultime ci sarebbero tutte. Approvi la manovra, perché non puoi andare in esercizio provvisorio, quel poco che hai fatto per impedire l’aumento dell’iva lo porti a casa. Non ci sono forse i tempi per andare a votare prima dell’Emilia. Però, insomma, se non è prima è subito dopo, anche perché lì con questi chiari di luna si prende la scoppola”.

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