Continua a tenere banco la questione Pensioni. Un argomento che oltre a suscitare dibattiti tra gli esperti della materia previdenziale sconfina anche nei talk show politici. Nel corso della trasmissione di La 7 Di martedì, condotta da Giovanni Floris, a soffermarsi su Quota 100 è stato il direttore di Libero Pietro Senaldi. Il giornalista ha dichiarato che, a suo avviso, si dovrebbe sottolineare come la misura voluta dal governo giallo-verde per agevolare l'uscita dal lavoro, prima di quanto disposto dalla legge Fornero, non sia sostenibile per le casse italiane.

Il destino di Quota 100 è segnato

Quota 100, secondo quelle che sono state le intenzioni palesate dal governo, è una misura destinata ad andare ad esaurimento alla fine del 2021. Indipendentemente, però, da quello che sarà il destino della misura, è notorio che spesso le pensioni rappresentino un argomento di punta delle campagne elettorali. Non a caso Giovanni Floris, nel sollecitarlo sull'argomento, pone a Senaldi una domanda sulle pensioni come "motori del consenso'.

Senaldi, nel corso della trasmissione, si è scagliato contro i protagonisti della scena politica colpevoli a suo dire di non conoscere a fondo il tema. "Un politico - ha detto - che non sa affrontare il tema delle pensioni ed è vittima dei mandarini è un politico che deve andare a casa. Qualsiasi politico è dovere che padroneggi le pensioni, questo mi sembra l'abc".

Quota 100 troppo costosa per l'Italia

Le pensioni, così come i nonni, rappresentano spesso un sistema che funge da ammortizzatore sociale.

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Pensioni M5S

Altro orizzonte che trova la disapprovazione di Senaldi. "È sbagliato - ha detto il giornalista - che i figli siano allevati dai nonni e non dai genitori. Un sistema sociale che ti costringe a questo è un sistema sbagliato e che va riformato".

Il focus, poi, si è spostato nuovamente su Quota 100. La misura previdenziale che consente di andare in pensione prima dei paletti disposti dalla legge Fornero, voluta da Movimento Cinque Stelle e Lega.

"Quota 100 - sottolinea - non ce la potevamo permettere. Sono soldi che stiamo pagando adesso come tasse".

E in una fase in cui si parla molto di manovra e di possibili imposte aggiuntive la stessa misura rappresenta, di fatto, una spesa che va compensata con altri esborsi da parte dei cittadini. "Tutte -evidenzia Senaldi - tasse che noi paghiamo, le detrazioni legali che ci levano, il cuneo che non si riesce ad abbassare in maniera decorosa e la plastic tax che farà perdere le elezioni al PD in Emilia, sono tutti figli delle pensioni e del reddito di cittadinanza".

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Senaldi, perciò, sembra sulla stessa lunghezza d'onda di quanti sottolineano che Quota 100 rappresenta una spesa troppo alta per una fetta di popolazione troppo piccola. Una sorta di ingiustizia sociale che, tra l'altro, è destinata a ricadere sulle prossime generazioni.

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