Lilli Gruber torna a parlare di Matteo Salvini. Stavolta lo fa non dalla poltrona dello studio di Otto e Mezzo, talk show di cui è conduttrice su La7, ma da quella di Piazzapulita dove è stata invitata dal collega Corrado Formigli. La Gruber sta facendo il giro delle tv per presentare il suo ultimo libro ‘Basta! Il potere delle donne contro la Politica del testosterone’. Una fatica letteraria che ha già innescato un mare di polemiche, visto che la sua autrice viene accusata da più parti di essere una odiatrice seriale degli uomini.

Giovedì 31 ottobre a Piazzapulita, la ex mezzobusto del Tg1 ha provato a smentire questa vulgata, definendo persino “simpatico” il leader della Lega. Ma poi, subito tornata in sé, la Gruber ha riaperto il solito registro per condannare la maleducazione e lo sdoganamento del linguaggio violento propri di leader populisti come quello del Carroccio.

Lilli Gruber ospite di Corrado Formigli commenta la battuta di Salvini su di lei

Sono diversi i temi toccati nel colloquio occorso tra Lilli Gruber e Corrado Formigli durante la puntata di Piazzapulita andata in onda la sera di Halloween.

Ad un certo punto il conduttore lancia un breve spezzone di un comizio tenuto da Matteo Salvini il 7 maggio scorso. “Domani devo registrare una puntata di Otto e Mezzo - si rivolge il leader della Lega ai suoi fan scatenandone l’ilarità e le proteste - non ho mica voglia, ma devo andare da Lilli Gruber, simpatia portami via”. Un Formigli sornione getta allora il sasso nello stagno. “Ma ti sta così antipatico Salvini?”, chiede alla collega.

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Politica Matteo Salvini

“Ma per niente. A me è anche simpatico - risponde la Gruber non senza un certo compiacimento, ma poi si blocca e si corregge - però non è una questione di simpatia, stiamo usando termini inappropriati perché a me non devono stare simpatici o antipatici i politici, non c’entra questo”.

Gruber: ‘La maleducazione non mi piace mai’

“Io li giudico anche in base a quello che fanno, che dicono e che predicano.

Intanto la maleducazione non mi piace mai - la Gruber torna a fare la Gruber - e poi un leader politico come Matteo Salvini si permette, dopo che mi ha chiesto lui di venire nella nostra trasmissione Otto e Mezzo, di fare questa piazzata in un comizio. A parte che non è neanche tanto carino stilare le liste nere. Hanno fatto comizi interi i leghisti la scorsa estate indicando anche i giornalisti che non andavano bene.

Le liste nere non mi sono mai piaciute e mai mi piaceranno”. Formigli a quel punto prova a calmare le acque: “Diciamo che i comportamenti scorretti verso i giornalisti li hanno sempre tenuti i nostri governanti. Li hanno fatti tutti, cito anche Renzi e Berlusconi”. Lei concorda ma poi riparte all’attacco. “Renzi alla Leopolda fece una lunga lista di titoli dei giornali e di giornalisti - ammette - diciamo che noi giornalisti siamo violette mammole, sappiamo che abbiamo a che fare con il potere.

E quando tu hai a che farci con questo potere politico è anche ovvio che vieni attaccato se dici delle cose che possono essere scomode. Quello che io trovo intollerabile è questo sdoganamento del linguaggio violento, questa campagna elettorale permanente”.

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