L'appuntamento con la rubrica di Nicola Porro 'Zuppa di porro' si rinnova quotidianamente sui suoi canali social. Il giornalista, ogni giorno, affronta i temi di maggiore attualità Politica, non mancando di esprimere il suo giudizio su quelli che sono i comportamenti delle figure chiavi dello scenario italiano. Nell'edizione dell'11 novembre ha scelto di porre il proprio focus sul premier Giuseppe Conte, manifestando riserve rispetto all'idea che ci si possa ancora fidare di lui. Opinione che prova a spiegare attraverso una propria cronistoria dei fatti e delle direzioni intraprese da quando è in politica.

Porro cita l'alleanza con la Lega e poi con il Pd

Giuseppe Conte, come è noto, è alla sua avventura da Presidente del Consiglio dei Ministri. È arrivato sulla scena politica auto-definendosi l'avvocato del popolo, ma si considerava anche colui il quale avrebbe dovuto fare da garante a quello che era il contratto tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Tuttavia, secondo Nicola Porro, avrebbe una caratteristica che fa capire lo renderebbe poco credibile. La colpa che il giornalista che gli addebita è quella di dire "tutto ed il contrario di tutto".

Un punto di vista che nasce andando ad analizzare il suo percorso che ha due punti fondamentali: il primo quando si allea con la Lega e poi con il Partito Democoratico. "Si allea - commenta ironicamente - prima con i leghisti e con il Pd. Prima con i verdi e poi con i rossi".

Porro ricorda parole di Osaka di Conte

L'attualità, per la politica, si chiama Ilva. C'è da risolvere la situazione relativa alla possibilità che ArcelorMittal scelga davvero di lasciare Taranto e lasciare per strada sedicimila persone che rappresentano la forza lavoro impegnata nell'acciaieria e nel relativo indotto.

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Politica M5S

Si mormora che il colosso sia pronto a recedere dal contratto sulla base di quella che sarebbe una clausola che consentirebbe la fuga dalla Puglia in caso di abolizione del così detto scudo penale. Per alcuni i vertici dell'azienda giocano su questa vicenda, la concretezza dice che va trovata un'intesa per evitare il peggio. Pare che Giuseppe Conte, tra coloro che sono al governo, sia tra i più disposti alla possibilità che venga ripristinato lo scudo penale, revocato per volontà del M5S. Un'intenzione che sembra cozzare con vecchie dichiarazioni del premier.

"Dice - evidenzia Porro - qualsiasi cosa. A giugno ad Osaka diceva che lo scudo penale è una schifezza, sostenendo che non esiste nessun paese al mondo che può dare uno scudo penale". "Sembra - prosegue - stia trattando con Mittal per ripristinare quello scudo penale". "Ci si può fidare di Giuseppe Conte?" aveva chiesto Porro in apertura della sua considerazione, alla luce delle sue notazioni c'è il ragionevole sospetto che, per lui, la risposta non sia positiva.

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