La puntata del 10 dicembre de 'Le Iene' è stata l'occasione per tornare a parlare di presunte irregolarità del concorso che hanno portato il presidente Conte a diventare professore ordinario all'Università di Caserta nel 2020. La tesi del programma televisivo e del giornalista Monteleone è che uno degli esaminatori, Guido Alpa, e il presidente, allora giovane, professionista si conoscessero già da prima. Un'eventualità che sarebbe provata da documenti che testimonierebbero l'avvenuta collaborazione professionale in alcuni frangenti.

Un fatto che, di suo, secondo alcuni potrebbe invalidare quel concorso. Giuseppe Conte, nel servizio, ha fornito la sua versione. A commentare, invece, sotto il profilo politico la vicenda è stato il giornalista Nicola Porro, nella sua consueta rubrica 'Zuppa di Porro'.

Conte a colloquio con Montelone

Gli scambi di battute tra Antonino Monteleone e Giuseppe Conte hanno avuto luogo sia in una conferenza stampa pubblica che in un'intervista esclusiva. La settimana scorsa la prima puntata dello scambio di battute tra i due ha fatto il giro del web ed è culminata con un presidente spazientito che, rivolgendosi all'interlocutore, ha esclamato: "Lei è fuori di testa".

La iena, nel corso del servizio, ha tuttavia voluto ribadire che provando l'eventuale conoscenza dei due non si vuole certo mettere in rilievo un possibile trattamento di favore nel concorso. Il presidente, in quel caso, venne infatti approvato all'unanimità dal collegio che lo giudicò, sebbene sarebbe bastato un parere positivo di soli tre componenti della commissione. Tuttavia sarebbe bastata, secondo gli esperti interpellati dal programma, l'eventuale mancanza di terzietà da parte di una sola figura giudicante per invalidare tutto.

Il fatto che Conte, secondo le Iene, condividesse uno stabile a Roma con l'avvocato Alpa e che esistano progetti di parcella e documenti di un comune lavoro fatto per il Garante della Privacy sarebbero sufficienti a far riflettere. Riguardo a quella circostanza il presidente ha sempre sottolineato di essere stato nominato parte del collegio difensivo, ma di non aver preso soldi per aver ritenuto di aver svolto un'opera marginale nel lavoro.

Conte, tra l'altro, attraverso il canale Youtube di Palazzo Chigi aveva scelto di pubblicare in anticipo l'intervista integrale, evitando che eventuali montaggi artificiosi potessero trasfigurare la manifestazione della sua posizione.

Porro non condivide che non se ne debba parlare

La causa civile a cui fanno riferimento Le Iene riguarda l'anno 2002. "Il fatto di essere - tuona il presidente- in un collegio difensivo con un altro avvocato, se abbiamo un mandato dallo stesso cliente, non crea incompatibilità". A far insospettire le Iene c'è che, a fronte delle dichiarazioni di Conte non essersi fatto pagare per avere avuto un ruolo marginale nella difesa, c'è il fatto che sotto al progetto di parcella e agli importi per ciascuna prestazione c'è la doppia firma di Alpa e di Conte.

"Si è fatto pagare Alpa per lei" tuona Monteleone. Occorre precisare che il progetto di parcella è del 2009, sette anni dopo il concorso.

Sulla vicenda, nella sua tradizionale rubrica 'Zuppa di Porro' si è espresso il giornalista Nicola Porro. Definisce Conte quasi come se fosse un intoccabile (termine proferito in maniera letterale) e lo fa riprendendo un pensiero de Il Giornale e di Sallusti. Il riferimento va al fatto che ci sarebbe un pensiero diffuso quello secondo cui non si potrebbe parlare dell'inchiesta de 'Le Iene' per non far cadere il governo. Tornando al caso specifico, Porro è abbastanza diretto nel suo giudizio su Conte e sui suoi presunti rapporti con Alpa ai tempi di quel concorso.

"Non è - tuona - una cosa che si può fare, ma ovviamente tutto è possibile se sei un pentastellato".

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