L'attuale governo Conte, sostenuto da una maggioranza giallorossa formata in prevalenza da Pd e Movimento 5 Stelle, è stato oggetto di accuse da parte delle opposizione di essere l'esecutivo delle poltrone. Il motivo risiede nel fatto che a sostenerlo ci sono partiti che, secondo i sondaggi, andrebbero incontro a possibili sconfitte elettorali in caso di elezioni nazionali, con la seria possibilità per molti parlamentari ora in carica di perdere il proprio scranno che dunque, secondo gli accusatori, preferiscono prolungare l'attuale legislatura.

A confutare questa tesi ci pensa il capogruppo del Partito Democratico Graziano Delrio che però, in un'intervista a Repubblica, non risponde agli avversari ma avverte gli alleati, sottolineando come il Partito Democratico non abbia paura delle elezioni, per mettere un freno a un clima di minacce che sarebbe messo in piedi dal Movimento Cinque Stelle e da Luigi Di Maio.

Mes e prescrizione sotto la lente

Quello attuale è un momento in cui in Parlamento le tensioni si avvertono anche tra le forze della maggioranza, basti pensare al Mes.

Non caso, nel corso della sua intervista a Repubblica, Graziano Delrio sottolinea come le perplessità sul tema palesate dal Movimento Cinque Stelle non siano state accompagnate da proposte o definizione di strategie per un eventuale cambiamento . "Non ho mai sentito - sottolinea - spiegare da Di Maio dove cambiato e perché. Ho invece ascoltato solo avvertimenti e dichiarazioni di principio". Secondo il capogruppo del Pd Di Maio, sul Mes, sarebbe caduto in una trappola populista creata ad arte da Salvini.

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Delrio ha, inoltre, posto l'accento sulla lealtà del Pd relativamente al mancato blocco della riforma anti-prescrizione nella giustizia, a patto che si arrivi a regole diano garanzie sulla durata dei processi.

Il Pd non avrebbe paura delle urne

Ai fini della tenuta governativa Delrio ha palesato l'intenzione di rispettare tutte le eventuali sollecitazioni che nascano all'interno delle forze che, attualmente, compongono la maggioranza. Intento la cui importanza si amplifica nel momento in cui, secondo l'ex Ministro, c'è da fare i conti con quello che è il partito più numeroso in Parlamento.

Tuttavia, Del Rio preferisce essere schietto: "L'approccio di Di Maio non mi piace. Ricattare gli alleati non può essere un metodo". Anche, perché, i dem non avrebbero paura delle urne: "Non abbiamo paura delle elezioni. Non l'avevamo neanche la scorsa estate quando ancora non si erano verificate due scissioni". Il riferimento va, naturalmente, a Renzi e Calenda. E ricorda come, in quel caso, a elezioni che avrebbero potuto fortificare il Pd, si preferì dare vita da un esecutivo che, a suo dire, avrebbe salvato l'Italia dall'aumento dell'Iva denominato da lui stesso 'tassa Salvini' e stimata in 23 miliardi.

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