Non è un momento facile per il Governo giallorosso. Secondo quanto riporta Repubblica il 4 dicembre del 2019 ha rischiato di essere una data storica per il Conte bis. Pare, infatti, che i vertici del Partito Democratico siano stati ad un passo dal prendere la decisione di recarsi da Mattarella e staccare la spina all'esecutivo. Buona parte del malcontento sarebbe originata da punti programmatici su cui non c'è convergenza o addirittura non c'è mai stata discussione. O almeno questo sembra essere il punto di vista dem sulla prescrizione.

Alla fine si è evitato di scrivere la parola fine grazie ad una mediazione avvenuta tra le due parti. È quanto riporta Repubblica nella sua edizione cartacea del 4 dicembre, raccontando i retroscena delle tensioni tra Pd e M5S.

Il giorno prima era arrivato un monito di Delrio

Che il clima non fosse dei migliori all'interno della maggioranza lo si evinceva da un'intervista che qualche ora prima Graziano Delrio aveva rilasciato sempre a Repubblica. Il capogruppo Pd alla Camera aveva manifestato una certa insofferenza per i toni quasi minacciosi della controparte grillina ed aveva fatto notare a Di Maio che, senza il clima adeguato, l'eventualità elezioni non poteva fare paura al suo partito.

Stando a quanto scrive il quotidiano a far scattare l'"allarme rosso" sarebbero stati i dissidi sul tema prescrizione. "Saliamo al Quirinale e chiudiamola qui" è il virgolettato riportato e che sarebbe stato pronunciato da alcune figure di spicco del Partito Democratico. Pare che a riportare la calma sia stato un confronto in cui sarebbero emersi il senso di responsabilità di Zingaretti e i messaggi distensivi da parte di alcuni esponenti pentastellati.

Sembra che tra le fila del M5S alcuni esponenti, tra cui il Ministro della Giustizia Bonafede, abbiano manifestato scarsa condivisione per i toni bellicosi di Luigi Di Maio in primis e di Alessandro Di Battista.

Pd diviso tra governisti e fautori della linea dura

In sostanza in entrambi gli schieramenti, Pd e M5S, ci sarebbe una sorta di spaccatura. Dal lato M5S ci sarebbe una linea più diplomatica capeggiata da Alfonso Bonafede.

Dal lato PD Nicola Zingaretti avrebbe provato a fare da collante tra le due correnti di pensiero che si starebbero delineando tra i dem. Repubblica cita i nomi di Orlando, Bettini e dall'ex parlamentare Castagnetti nelle fila di coloro che interpretano la linea più dura in relazione all'attuale Governo. C'è chi, invece, avrebbe un approccio più morbido alla questione. Tra questi figurano protagonisti della scena Politica dem come Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Non a caso Repubblica li definisce "governisti".

Segui la pagina Politica
Segui
Segui la pagina M5S
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!