La giornata di oggi è molto intensa per il governo e ancora di più per il Movimento 5 Stelle. Oggi, in vista del voto del Parlamento sulla risoluzione di maggioranza sul Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità, ci sono state divisioni interne al M5S. Alla Camera dei Deputati, dove si è votato all'ora di pranzo, sono stati 14 i deputati pentastellati a non prendere parte al voto. E, in vista del voto al Senato, tre senatori potrebbero approfittare del voto negativo per lasciare il Movimento e passare al Carroccio.

I numeri sembrano favorevoli al governo, e il premier Conte è lievemente ottimista.

Il voto contrario alla Camera

Quest'oggi, sul Fondo salva-Stati, la Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza, ma tra le fila del Movimento 5 Stelle ci sono stati 14 deputati assenti, 12 di questi assenti giustificati secondo i referenti del gruppo parlamentare. Un segnale che comunque non è da sottovalutare, visto che si tratta di una votazione molto importante per la compattezza dell'esecutivo giallorosso.

Comunque, nonostante la risoluzione sia stata votata con ampi margini, 291 voti favorevoli contro i 222 contrari, si guarda con preoccupazione al voto di questo pomeriggio al Senato. A Palazzo Madama infatti i numeri sono diversi e soprattutto l'aria sembra decisamente più tesa. Due senatori infatti, Gianluigi Paragone e Luigi Di Marzio, potrebbero votare in modo contrario, e hanno lanciato un sondaggio tramite Facebook chiedendo ai followers se votare si o no al Fondo salva-stati.

Il voto al Senato

Tre senatori probabilmente voteranno in modo contrario rispetto alle indicazioni della maggioranza, e potrebbero abbandonare il movimento. I tre, Francesco Urraro, Stefano Lucidi, e Ugo Grassi, sarebbero pronti ad uscire per passare, con molta probabilità, alla Lega di Matteo Salvini. Già stamani infatti hanno fatto mancare il proprio sostegno all'esecutivo, non votando la fiducia sul decreto terremoto.

In giornata potrebbero ufficializzare la loro decisione, che per il momento non è definitiva. Lucidi ha annunciato che farà "una dichiarazione di dissenso" per esporre le ragioni del suo no alla risoluzione. Valuterà poi se uscire dal M5s dopo questa votazione. "È una riflessione che faremo nelle prossime ore, vediamo quello che succederà", aggiunge. Il senatore Urraro e il senatore Grassi invece sono già critici verso il M5s, in particolare sulla riforma della prescrizione che entrerà in vigore nel 2020

Il premier Giuseppe Conte sembra comunque lievemente ottimista, ed entrando in Aula a Palazzo Madama ha detto di essere "prudente", ma allo stesso tempo "non preoccupato".

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Per raggiungere la maggioranza assoluta il governo deve raggiungere la soglia dei 161 voti, e, nonostante le defezioni i numeri dovrebbero bastare a far passare la risoluzione sul Mes.

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