Il giornalista Nicola Porro decide di riparlare del Fondo Salva Stati nella sua chiacchierata quotidiana del 12 dicembre in diretta Facebook, e del comportamento del Movimento 5 Stelle, che questa volta ha votato sì alla risoluzione, mentre era palesemente contrario fino a giugno scorso. Il giornalista esordisce commentando l'amarezza di Luigi Di Maio riguardo ai 3 parlamentari che avrebbero deciso di passare alla Lega: "Di Maio dice che chiamerà le autorità giudiziarie" e aggiunge in dialetto romanesco: "Ma de che"?

"Chiami il tuo amichetto Bonafede e gli dici 'arrestiamo i parlamentari che sono passati con la Lega', ma voi siete matti completi". Poi continua coinvolgendo nelle sue argomentazioni anche il Fatto Quotidiano, supponendo che qualcuno di loro possa persino ipotizzare un qualche reato riconducibile al passaggio da un partito all'altro in Parlamento.

Continuando sullo stesso tenore, Nicola Porro scherza sul fatto che si potrebbe andare tutti in galera, se si lasciasse campo libero ai Cinque Stelle e al Fatto Quotidiano, visto che per ogni argomento discusso, trovano il modo per parlare di manette.

Il giornalista spiega che i passaggi da un partito all'altro ci sono sempre stati fin dalla Prima Repubblica, perché in Italia a tutt'oggi non esiste il vincolo di mandato. Questo tipo di legge, se esistesse, potrebbe costringere un Parlamentare a rimanere nel partito che lo ha presentato nelle proprie liste e con il quale è stato eletto.

Il conduttore di Quarta Repubblica passa poi ad esaminare la linea tenuta dal Movimento 5 Stelle in questi giorni riguardo al Mes, il Fondo Salva Stati europeo, per la precisione alla riforma del Mes, per la quale è stata approvata una risoluzione di maggioranza in Parlamento.

Questa linea ha provocato il dissenso di una piccola parte dei grillini, che hanno deciso di cambiare bandiera. Dalle parole di Luigi Di Maio, dice Porro, si potrebbe evincere che questa riforma sia uno dei principi fondanti dell'atteggiamento in Europa del Movimento, quando erano proprio loro, l'anno scorso, a dichiararsi apertamente contro.

Il giornalista riporta alcuni articoli apparsi nel Blog delle Stelle esattamente l'8 aprile e il 21 giugno 2019, palesemente contrari al Mes, nei quali si elencano dettagliatamente tutte le ragioni per i quali i 5 Stelle erano contrari.

Poi si domanda com'è possibile che quelli che erano contrari oggi lo votano, e "quelli che sono rimasti fedeli a quei principi e non lo votano, devono essere indagati dalla magistratura".

La posizione dei M5S 6 mesi fa

In effetti sul Blog delle Stelle i due articoli ci sono, "se non li cancellano nel frattempo" come dice Porro, e dichiarano la granitica affermazione "No a questa riforma del Mes", proprio nel titolo.

Segui le tue passioni.
Rimani aggiornato.

L'articolo del 21 giugno dice: "Al Mes potrebbero accedere solo gli stati che rispettino tre condizioni molto rigide: rapporto deficit/Pil non superiore al 3%, saldo pubblico in pareggio, rapporto debito/Pil al di sotto del 60%..." l'Italia non rientra in questi parametri e non potrebbe mai essere aiutata. I grillini pertanto chiedevano all'epoca al Governo di non votare, di fatto mettere il veto, ad una riforma del genere.

Nel momento in cui viene scritto questo articolo, il post del 9 aprile di cui parla Porro non è più visibile, mentre resta tuttora online quello del 21 giugno.

Segui la nostra pagina Facebook!