Uno dei fondatori e portavoce del movimento ‘6000 sardine’, Mattia Santori, è stato ospite di DiMartedì nella serata del 3 dicembre. Il conduttore del talk show di La7, Giovanni Floris, insieme al direttore di Libero Pietro Senaldi, gli ha posto alcune domande sul ruolo che le sardine intendono ricoprire sulla scena Politica italiana. Non potevano mancare, ovviamente, i ripetuti riferimenti a Matteo Salvini. Santori, infatti, ha esordito subito provocando il leader della Lega, accusato in pratica di non riuscire più a riempire le piazze, come invece riescono a fare ora le sardine.

Ma il giovane bolognese se l’è presa anche con lo scrittore Roberto Saviano, bacchettato per aver sbagliato a rincorrere Salvini sul terreno degli insulti. “Se fosse stato una sardina lo avremmo corretto”, ha chiosato Santori.

Santori a DiMartedì: ‘Abbiamo imparato il vecchio lavoro di Salvini, riempire le piazze’

“Lei ha detto ‘abbiamo imparato in brevissimo tempo il lavoro di Salvini’, quale è il suo lavoro?”, domanda a bruciapelo Giovanni Floris al suo ospite Mattia Santori, appena accomodatosi nello studio di DiMartedì.

“Abbiamo imparato il vecchio lavoro di Salvini - risponde sorridendo il fondatore delle sardine - cioè riempire le piazze abbastanza facilmente. Poi adesso lui riempie le stanze, i bar e i palazzetti dello sport quando va bene”. Subito un attacco diretto al leader della Lega che, secondo Floris, potrebbe vincere anche in Emilia-Romagna. “Vince dove? - replica subito con aria di sfida Santori - Noi speriamo di essere arrivati in tempo. È un lavoro lungo perché le pance sono piene di slogan e noi puntiamo ai cervelli.

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Politica Matteo Salvini

Pensavamo di essere in 6mila, ci siamo scoperti in 15mila, poi in 200mila, arriveremo a mezzo milione nel giro di un mese senza aver fatto praticamente nulla, quindi c’è un buon esercito di anticorpi. Giocare sporco paga. Matteo Salvini è in buona compagnia e il problema è stato che qualcuno ha cercato di rincorrerlo sui suoi temi”.

Il fondatore delle sardine bacchetta Saviano: ‘Se fosse stato una sardina lo avremmo corretto’

Ad un certo punto, però, prende la parola Senaldi, il quale domanda a bruciapelo: “Cosa ci faceva Saviano a Milano con voi (la recente manifestazione delle sardine ndr)?

È vecchio e violento verbalmente”. Mattia Santori inizialmente tentenna. “Devo rispondere?”, dice, ma poi riprende subito il filo del discorso. “Saviano sbaglia, se fosse stato una sardina lo avremmo corretto quando è cascato nella trappola di rincorrere Salvini e la Lega sugli insulti e su questa retorica dell’odio - critica lo scrittore napoletano - però, da qui a sostenere che Saviano è violento mi sembra un’associazione coraggiosa. Noi abbiamo sempre preferito i sorrisi e la creatività. E ad un certo punto Salvini ha iniziato a inseguire noi”.

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