È sempre più vicino l'appuntamento con le elezioni regionali del 26 gennaio. Calabria ed Emilia Romagna saranno chiamate a scegliere il loro prossimo governo regionale. Si tratta di due regioni che sono reduci da cinque anni di amministrazione di centrosinistra. Matteo Salvini, ospite della trasmissione di Rai 3 'Cartabianca', ha voluto sottolineare come i riflessi di un voto territoriale potrebbero proiettarsi su scala nazionale. A suo avviso una doppia sconfitta rappresenterebbe per il Partito Democratico una debacle in grado di innescare una crisi di governo.

E rispetto alla possibilità che possa esserci un eventuale intervento di Mattarella non ha preannunciato appelli come fatto dalla Meloni, ma evidenziato come, a suo avviso, il capo dello Stato saprebbe cosa fare senza necessità di consigli.

Salvini ricorda che si vota anche in Calabria

Il 26 gennaio si vota sia in Calabria che in Emilia Romagna. È innegabile però che un'eventuale affermazione in quest'ultimo territorio farebbe più rumore. La motivazione risiede nel fatto che si tratta di una zona che viene considerata una roccaforte rossa.

L'eventuale conquista arriverebbe a poche settimane di distanza da un'altra impresa del centrodestra, ossia prendersi l'Umbria, altra regione tradizionalmente 'rossa'. "Per il Partito Democratico - ha detto Salvini - perdere l'Emilia Romagna sarebbe una roba incredibile. Lo scrivono tutti i giornali stranieri. Sarebbe un cambiamento anche per l'Emilia Romagna, ma anche la Calabria che le televisioni dimenticano".

Salvini aspira al voto il prima possibile

Si tratta di due territori che provengono da un lustro di governo di centrosinistra. Il numero uno del Carroccio non ha perso occasione per sottolinearlo: "Sono due le regioni governate dal Pd che possono scegliere il cambiamento con la Lega". In riferimento all'Emilia Romagna ha incalzato: "Se la sinistra perde quella che considera casa sua e cosa sua un problema si aprirà".

Le possibili dimissioni Di Maio e il fatto che Zingaretti abbia preannunciato cambiamenti epocali (simbolo e nome?) per il Partito Democratico sono – almeno per il leader della Lega – indici di malesseri interni: "Hanno già capito che la gente li sta salutando".

Nei giorni scorsi Giorgia Meloni aveva chiesto, in caso di doppia vittoria del centrodestra alle regionali, al capo dello Stato Sergio Mattarella di intervenire per sciogliere le camere. Salvini non ha sposato interamente la linea, ma è sembrato essere sulla stessa lunghezza d'onda. "Il Presidente della Repubblica – ha chiosato – non ha bisogno dei consigli di Salvini.

Prima si vota meglio è".

"Conte, Di Maio e Zingaretti - ha proseguito - se perderanno l'ennesima elezioni prenderanno del fatto che non rappresenteranno nessuno. "È - ha concluso - anche un voto che può mandare a casa un governo che non sta facendo niente".

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