Prosegue la campagna elettorale in Emilia Romagna di Matteo Salvini. Il leader della Lega continua ad attraversare in lungo ed in largo la regione a caccia di consensi. L'appuntamento con il 26 gennaio si avvicina e le piazze si popolano. Di persone che non vedono l'ora di stringergli la mano o scattare un selfie con lui, ma anche di contestatori. E' un po' quello che è accaduto a Piacenza. A fare da contraltare ad una platea di persone giunta per manifestare sostegno al leader della Lega, c'era un gruppo di persone che non ha mancato di far valere il proprio coro di contestazione nei confronti del leghista.

Nell'occasione l'ex Ministro dell'Interno ha scelto di replicare sottolineando come anche uno storico leader della sinistra come Enrico Berlinguer non avrebbe visto di buon grado quanto stessero facendo.

Salvini vuole lettera di sfratto per il governo

Quello del voto in Emilia Romagna rappresenta uno snodo cruciale per l'intera politica italiana. Da più parti si mormora che un'eventuale sconfitta in una propria roccaforte, rappresenterebbe per il Pd un momento di riflessione tale da generare addirittura la caduta dal governo.

Salvini cavalca la possibilità e prova a metterla all'attenzione della platea arrivata ad ascoltarlo. "Se - evidenzia - il 26 gennaio fate quello che mi sembra stiate per fare, io il 27 vado a Roma e porto la lettera di sfratto a Conte, Renzi, Di Maio e Zingaretti. Gli porto i saluti di piazza Cavalli a Piacenza".

L'invito alla cittadinanza è quello di essere protagonisti attraverso l'esercizio del consenso, magari in favore della Lega.

"Il futuro dell'Emilia - ha detto il numero uno della Lega - è in mano vostra, vi chiedo di essere protagonisti di questo momento storico".

Salvini parla di 'comunisti col Rolex'

C'è tanta gente ad ascoltare in maniera attenta ciò che Salvini ha da dire. Ad un certo punto, però, l'ex Ministro dell'Interno si accorge di qualcuno che intende contestare. "C'è - ironizza - uno che urla, dov'è?". Rispetto al fatto che la manifestazione di dissenso non è poi così percettibile continua ad usare ilarità per affrontare la situazione- "Non ci sono - evidenzia - più i contestatori di una volta, fate un applauso a chi è lì e non si sente niente".

A quel punto si lascia andare ad una battuta di interesse storico: "Cantano Bella ciao con il Rolex al polso, se ci fosse qua Berlinguer vi prenderebbe a sputazzi". E la chiosa sulla situazione appare dello stesso tenore: "Non ci sono più i comunisti di una volta".

Parole che incendiano la sfida tra Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini. L'appuntamento con le elezioni regionali è sempre più vicino e presto l'Emilia Romagna conoscerà il nome del suo nuovo governatore.

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