Lo scrittore Roberto Saviano non ha sicuramente apprezzato una delle ultime trovate di Matteo Salvini, quando si è recato nel quartiere di Pilastro, alla periferia di Bologna, per citofonare ad un presunto spacciatore. In un video pubblicato su Fanpage l'autore di Gomorra considera l'episodio un "atto violento". E accusa il leader della Lega di manipolare la disperazione senza combattere realmente la mafia, ma facendo soltanto vedere che si fa qualcosa. L'episodio è il segno che la democrazia italiana sta iniziando a perdere alcune delle sue garanzie.

Roberto Saviano critica Salvini

Sull'episodio del citofono che ha visto protagonista Matteo Salvini è arrivata anche la condanna dello scrittore e giornalista Roberto Saviano. Con un video pubblicato su Fanpage Saviano afferma che quell'episodio "è un atto violento", che può istigare anche altre persone a farlo.

Si tratta di una pratica non nuova alla propaganda di destra. Ricorda quando Gianfranco Fini nel 2008 aveva chiesto i documenti ai migranti che erano ad un semaforo, senza alcuna autorità per poterlo fare.

Salvini non ha fatto altro che utilizzare un tipo di prassi "squadrista".

Lo scrittore si chiede a che titolo si può chiedere ad una persona di entrare in casa, senza coinvolgere le forze dell'ordine. E ricorda che Matteo Salvini era ministro dell'interno fino a pochi mesi fa, e come tale avrebbe potuto realizzare degli interventi migliorativi per la periferia bolognese.

'Salvini manipolatore di disperazione'

Salvini viene definito dalla scrittore "un manipolatore di disperazione".

E con quell'atto antidemocratico di alcuni giorni fa, il leader della Lega non compie un gesto né di destra né di sinistra, ma vuole soltanto "imporre sé stesso".

L'ex ministro dell'Interno ha un caro alleato "la paura", e sul tema della criminalità organizzata non fa molto per combatterla. La sua è una figura ambigua, perché vuole far vedere che si sta facendo qualcosa e decide di compiere questo tipo di "sceneggiate".

L'episodio è grave e rappresenta un momento cruciale per il Paese. "La democrazia italiana inizia a perdere le sue garanzie".

I nuovi strumenti di lavoro

E poi con un messaggio pubblicato su Twitter Saviano, condividendo il video di Fanpage, si domanda che senso ha rivolgersi alla polizia, alla magistratura e affidarsi alle indagini e ai processi, se poi c'è uno come Salvini, che nel tweet non viene mai nominato, che chiede in giro alle persone se c'è qualcuno colpevole di reato.

Lo scrittore poi ironizza su quelli che sono "i nuovi strumenti di lavoro", vale a dire "il citofono, il cellulare che riprende, la piazza che condanna".

E alla fine del suo messaggio appare l'hastag emblematico #amortelostatodidiritto.

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