Nella mattinata di oggi, 22 gennaio 2020, il Movimento 5 Stelle si sta preparando ad iniziare un nuovo capitolo della sua vita: secondo quanto riportato da alcune voci molto vicine al leader del movimento, si pensa già alle dimissioni del proprio leader, anche se potrebbe esserci anche un’altra novità.

Luigi Di Maio, nella giornata di oggi avrebbe fatto riunire i ministri del partito a Palazzo Chigi, per un incontro che sembra già aver segnato un cambio di rotta per il Movimento dei grillini.

Le possibili dimissioni

Nell’incertezza della notizia, la cosa più certa è che Luigi Di Maio si metta in secondo piano, terminando così il lungo periodo passato a capo del Movimento; una fonte molto importante all’interno del partito avrebbe infatti alluso alle dimissioni del leader, affidando tale ruolo a Vito Crimi già membro del Comitato di garanzia. Nella giornata di oggi, alle ore 10 è iniziato un vertice politico del movimento e si attendono novità sui fronti direzionali nel pomeriggio.

Sempre all’interno del congresso, Luigi Di Maio, sarebbe pronto ad supportare coloro che si schierano contro l’inserimento dell’M5S nel fronte riformista, dichiarandosi pronto a rinunciare al ruolo di leader anche successivamente alla kermesse di marzo: un metodo questo, secondo molti, per aggregare ulteriormente il partito.

Una seconda voce, relativa a quanto potrebbe emergere nella mattinata odierna, è relativa alla possibilità che Di Maio abbandoni la posizione di unico capo politico e riprenda l'idea di un “Comitato di saggi"; anche se quest’ultima ipotesi sarebbe di più difficile concretizzazione.

Le opinioni di Paragone e Zingaretti

Tutte queste notizie incerte hanno avuto un effetto virale sul web così come tra i membri del partito dei 5 stelle, tra cui Gianluigi Paragone che fa notare sui social: “Si dimette prima delle Regionali.

Dicono”, commentando anche le parole del segretario del Pd e alleato al governo Nicola Zingaretti, che a Porta a Porta ha dichiarato: «Non è bello che Di Maio lasci il posto di leader del M5S, ci siamo presi un impegno».

Il futuro del movimento

Sembra una manovra studiata, in quanto tutto questo avviene poco prima del voto delle regioni Emilia-Romagna e Calabria. Appare chiaro, infatti, che Di Maio vuole lasciare un partito con una struttura più delineata e con più serenità interna.

Un ulteriore modo per unire il movimento e non lasciarlo disallineato in questo momento di transizione è quello che avverrà proprio oggi a Roma, dove Di Maio presenterà i nuovi 86 facilitatori regionali, ossia i segretari locali nelle diverse Regioni dei Cinque Stelle.

Nonostante il fatto che una parte del movimento cercherà di proporre dei leader alternativi, non è da escludere che Di Maio non crei un altro patto duplice o triplice con Chiara Appendino e Alessandro Di Battista. Scenari utopici e forse molto distanti dalla realtà.

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