Il tema Coronavirus fa il suo ingresso anche nel parlamento italiano. A finire sotto accusa da parte di alcuni colleghi è addirittura il Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. All’inizio di febbraio l’esponente del M5S si è recato personalmente a Wuhan con l’aereo militare che ha riportato in Italia i nostri 56 connazionali rimasti bloccati nella regione della Cina focolaio della diffusione del Coronavirus. Una circostanza che, a distanza di qualche giorno, quando anche il primo cittadino italiano è risultato essere stato contagiato, ha indotto alcuni parlamentari a puntare il dito contro Sileri che avrebbe avuto contatti con la persona poi risultata infetta e ora ricoverata all’Ospedale Spallanzani di Roma.

Una voce su tutti quella di Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, la quale si è chiesta perché anche il Viceministro pentastellato non sia stato sottoposto a quarantena come tutti gli altri. La replica di Sileri è arrivata prima sui social e poi con diverse interviste: “Non sono un untore, seguiti i protocolli, il mio test è risultato negativo”.

La Bernini si chiede perché Sileri non sia finito in quarantena per il Coronavirus

L’aereo dell’Esercito italiano che ha rimpatriato da Wuhan 56 nostri connazionali è atterrato il 3 febbraio scorso.

Ma le polemiche contro il Viceministro della Salute sono esplose solo qualche giorno dopo, dopo la notizia del primo caso ‘italiano’ di Coronavirus registrato proprio in quel gruppo.

Dopo aver letto le dichiarazioni di Sileri in merito all’allungamento della quarantena per i 55 italiani rimasti alla Cecchignola, in quanto venuti a contatto con il soggetto infetto, la senatrice Bernini si chiede “preoccupata” il perché lo stesso esponente del M5S non sia stato “sottoposto alle stesse misure precauzionali”, considerato che “ha fatto con loro il viaggio di ritorno in aereo” dalla Cina, trascorrendo “molte ore insieme al giovane contagiato” che in quel momento risultava sì asintomatico, ma aveva già contratto il Coronavirus.

Domanda che la Bernini pone genericamente anche alle autorità sanitarie al fine di “essere rapidamente rassicurata”.

La prima replica del Viceministro della Salute su Fb: ‘Protocolli severi sul Coronavirus'

Le accuse di Anna Maria Bernini portano la data del 7 febbraio. Poche ore dopo, Pierpaolo Sileri decide di replicare direttamente dalla sua pagina Facebook allo scopo di “rasserenare tutti”. Il Viceministro della Salute in quota M5S assicura innanzitutto che esistono “protocolli severi” che devono necessariamente essere rispettati nei casi come quello del Coronavirus e che “garantiscono la massima sicurezza possibile”.

Poi, si rivolge direttamente alla sua accusatrice, rivelando di aver già effettuato il test che è risultato negativo e invitandola ad “andare tutti insieme in un ristorante cinese”.

Le puntualizzazioni ad Adnkronos: ‘Mio test su Coronavirus negativo’

Le rassicurazioni del Viceministro della Salute non hanno evidentemente placato le polemiche e, soprattutto, le voci messe in giro da alcuni organi di stampa sul fatto che Sileri venga evitato dai colleghi perché considerato un untore. Cosicché l’esponente M5S è stato praticamente costretto a ripetere, stavolta raggiunto dall’agenzia di stampa Adnkronos, di non essere un untore.

“Non è assolutamente vero, come ho letto su alcuni giornali, che anche colleghi di partito mi avrebbero isolato o altre cose del genere”, dichiara, confermando che su quell’aereo sarebbero stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza e ribadendo che il suo test sul Coronavirus è risultato negativo.

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