Sergio Mattarella, nel Giorno del Ricordo, ha inteso commemorare le vittime delle foibe. Si è apertamente schierato contro il negazionismo e ha definito l'evento una sciagura della storia nazionale del Bel Paese. Tuttavia, soprattutto sui social, non sono mancati commenti negativi nei confronti della posizione presa dal Capo dello Stato.

Mattarella definisce le foibe una sciagura nazionale

'Sciagura nazionale' è la definizione che il Presidente della Repubblica ha dato ai tragici eventi avvenuti in territori quali l'Istria, la Dalmazia e il Venezia Giulia.

Il Presidente non ha mancato di sottolineare quanto probabilmente, nel tempo, non sia stato il dovuto rilievo ad un evento che è costato molte vite. Durante la seconda guerra mondiale militari e civili, in larga parte italiani, vennero massacrati dai partigiani jugoslavi e dell'Ozna. Le 'foibe', intese come massacri, devono il loro nome agli "inghiotti" carsici molto comuni in Venezia Giulia e dentro cui vennero gettati molti corpi senza vita delle vittime. Un fatto che, secondo Mattarella, non ha avuto da subito la giusta considerazione che avrebbe meritato e che solo adesso sta conquistando quella che lui definisce 'dignità della memoria'.

E c'è un passaggio significativo da parte del Presidente della Repubblica quando pone in evidenza il fatto che esisterebbero ancora 'piccole sacche di deprecabile negazionismo militante'. A ciò Mattarella ha aggiunto la necessità di combattere l'indifferenza ed il disinteresse che spesso trovano terreno fertile in quella che è la non conoscenza dei fatti storici.

La violenza verbale dilaga sui social

Quello di Mattarella è stato un intervento abbastanza deciso. Le sue parole, proiettate sui social network attraverso i canali dei maggiori media, hanno catalizzato anche un certo malcontento da parte di una porzione di utenti. Ad intercettare questo sentimento è stato il blog 'Lacamiciarossa' che fa capo alla testata giornalista del sito di Repubblica e del gruppo L'Espresso.

"Sei più bravo quando taci' - avrebbe commentato qualcuno in relazione all'uscita del Capo dello Stato. Altri, invece, gli avrebbero dato del democristiano, invitandolo a stare zitto. E si passa, inoltre, dal "Vai a dormire" al ben più duro ed eloquente :"Vaff..., i problemi sono altri". L'articolo, a firma di Leonardo Cecchi, parla di una 'grandinata di insulti' ricevuta dal Capo dello Stato. E il titolo dell'articolo apre, tra l'altro, squarci di riflessione importante. "Che Paese è diventato questo - si legge nell'intestazione - se adesso anche da 'sinistra' arrivano insulti a Mattarella?".

E, tra le righe, si legge come risposta il fatto che in Italia la virulenza dell'aggressione sui social stia divenendo un male diffuso che abbatte persino le barriere ideologiche.

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