Dopo tanta attesa e altrettante polemiche, Rula Jebreal ha potuto finalmente esibirsi a Sanremo nel suo monologo sui diritti delle donne. Un intervento strappa lacrime, quello della giornalista di origini palestinesi, la quale ha ricordato il drammatico episodio del suicidio della madre dopo le ripetute violenze subite. Parole che hanno suscitato commozione e solidarietà nella maggior parte di coloro che le hanno ascoltate.

La dimostrazione dell'affetto nei confronti di Rula Jebreal si è avuto sui social network, su Twitter in particolare, dove l'hashtag che porta il suo nome è divenuto subito trending topic.

Manifestazioni quasi tutte di affetto e di stima, come si è già accennato, tranne però in qualche caso. Come quello della collega giornalista Maria Giovanna Maglie, secondo la quale quello messo in scena dalla Jebreal sarebbe solo un "femminismo peloso".

Il monologo di Rula Jebreal sul palco dell'Ariston

Nella serata di martedì 4 febbraio, Rula Jebreal ha potuto finalmente esibirsi sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. La sua, ovviamente, non è stata un'esibizione canora, ma la drammatica recita di un monologo sui diritti delle donne.

La denuncia della giornalista contro il terribile destino riservato a milioni di donne nel mondo, vittime di pestaggi e violenze di ogni tipo da parte degli uomini, ha lasciato tutti senza parole. Commozione resa ancora più forte quando la Jebreal ha ricordato che anche sua madre, dopo aver subito ripetute violenze, si è suicidata quando la piccola Rula aveva solo cinque anni.

Le reazioni social dopo le parole di Rula Jebreal

Le parole di Rula Jebreal, oltre a commuovere buona parte del pubblico presente a Sanremo, hanno spaccato le coscienze anche sui social network. Su Twitter, dove l'hashtag #RulaJebreal sta spopolando, sono migliaia gli utenti che hanno voluto dimostrare tutta la loro vicinanza alla giornalista italiana di adozione. "Un pugno nello stomaco, di quelli che fanno bene", commenta qualcuno.

"Avere coraggio significa aprire il Festival di Sanremo con il monologo della Jebreal, non inserirlo a mezzanotte", riflette un altro. Ma, come già detto, sono innumerevoli le manifestazioni di stima e affetto nei suoi confronti.

Il giudizio negativo di Maria Giovanna Maglie su Rula Jebreal

Chi, invece, decide di cantare fuori dal coro dei fan di Rula Jebreal è la collega Maria Giovanna Maglie.

La giornalista, non certo nuova a provocazioni e giudizi irriverenti, si lancia a scrivere un tweet che sta già facendo discutere. "Politically correct sparato col cannone a Sanremo - ci va subito giù pesante la Maglie - il femminismo peloso della Jebreal, Leotta che fa 'specchio delle mie brame' con la nonna, la canzoncina ai sordi agitando le manine, e una si ritrova ad aspettare lieta le stecche di Tiziano Ferro".

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