Diego Fusaro si chiede perché il Governo Conte abbia dichiarato lo stato di emergenza per il Coronavirus già il 31 gennaio, quando il cosiddetto ‘paziente 1’ di Codogno è stato scoperto soltanto il 19 febbraio. Il filosofo sovranista fonda i suoi dubbi sul testo della Delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, riportato sulla Gazzetta Ufficiale, nella Serie Generale dell’1 febbraio. “Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”, si legge chiaramente nella testata della Delibera.

Una circostanza che induce il fondatore del movimento politico Vox Italiae a domandare il perché, nello stesso periodo, i cittadini venissero ancora invitati a “fare aperitivi di gruppo”.

I dubbi di Fusaro: ‘Perché il Governo dichiarava già stato di emergenza il 31 gennaio?’

Diego Fusaro pubblica un video sul suo canale Youtube nella giornata di giovedì 19 marzo dal titolo eloquente: ‘Perché il Consiglio dei Ministri dichiarava già lo stato di emergenza il 31 gennaio 2020?’. Il filosofo se la prende innanzitutto con tutte quelle persone che si stanno perdendo in “inutili arcobaleni con la sciocca scritta ‘tutto andrà bene’” oppure in “canti dal balcone dedicati ad Azzurro”, invitandole a chiedersi invece perché il Governo italiano “già il 31 gennaio 2020 parlasse apertamente di iniziative di carattere straordinario e urgente” e anche di “stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario”.

Fusaro fa notare la contraddizione che, in quello stesso periodo, le stesse autorità invitassero i cittadini ad “abbracciarsi fraternamente e a fare aperitivi di gruppo”.

'Paziente 1 accertato solo il 19 febbraio'

Diego Fusaro ci tiene a sottolineare come le sue accuse siano tutte documentate e ricorda come il primo caso ufficiale di coronavirus in Italia, il cosiddetto ‘paziente 1’, sia stato accertato a Codogno, provincia di Lodi, il 19 febbraio scorso.

Da quel momento sarebbe partita la diffusione del virus e, contestualmente, anche del “panico”. Il fatto che colpisce Fusaro è che il CdM, durante la riunione del precedente 31 gennaio, “già riconoscesse apertamente il pericolo di una difficoltà sanitaria. Il filosofo di formazione marxiana cita a quel punto come sua fonte la Gazzetta Ufficiale “nel verbale dell’1 febbraio 2020 che fa riferimento” alla riunione del CdM appena citata.

Fusaro cita alcuni passi della Gazzetta Ufficiale

Fusaro legge testualmente alcuni passi della G.U. “In riferimento all’emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus, lanciata dall’OMS per l’insorgenza di rischi per la pubblica e privata incolumità, connessa ad agenti virali trasmissibili che stanno interessando anche l’Italia”, riporta la Delibera del Governo, “si impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario e urgente”. Insomma, commenta Fusaro, “si parla testualmente di emergenza e di pericolo”. Poi continua a leggere: “È dichiarato, per sei mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza”.

Dunque, chiosa il filosofo, il Governo riconosceva apertamente, già il 31 gennaio, l’esigenza dello stato di emergenza per sei mesi. “Ma come è possibile - si chiede - che già sapessero di uno stato di emergenza legato alla diffusione di un virus, se il ‘paziente 1’ è stato poi rilevato dopo la metà di febbraio?”. E perché, soprattutto, per troppo tempo “si è fatto finta di nulla” esortando la popolazione a “vivere regolarmente, combattere il razzismo e a fare aperitivi di gruppo?”. A questo proposito vengono citati i casi del Sindaco di Milano Sala e del Segretario Pd Zingaretti. “Non sapevano, come è possibile, o hanno sottovalutato l’emergenza?”, conclude poi Fusaro ponendo un'altra domanda.

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