Il giudizio sulla gestione dell'emergenza Coronavirus da parte del governo Conte fa litigare anche Marco Travaglio e Paolo Mieli. I due noti giornalisti, ospiti mercoledì 11 marzo di Otto e mezzo, il talk show di La7 condotto da Lilli Gruber, si sono scontrati duramente sulla presunta fuga di notizie avvenuta alcuni giorni fa, a poche ore dall'entrata in vigore del decreto che rendeva "zona rossa" la Lombardia e altre 14 province del Nord.

Ovviamente, la loro discussione è partita dal presupposto che il Presidente del Consiglio avrebbe, pochi minuti dopo, comunicato agli italiani una ulteriore stretta sulle attività commerciali.

Come poi di fatto accaduto. Ma Mieli non è riuscito comunque a nascondere il suo disappunto per il "gioco delle anticipazioni" di Palazzo Chigi, facendo infuriare Travaglio.

Paolo Mieli a Otto e mezzo critica il governo Conte sulla gestione del coronavirus

"Io penso che va bene essere ottimisti, innanzitutto nel merito. Ma dico una cosa - dichiara Paolo Mieli nello studio di Lilli Gruber - è la terza o quarta volta, senza fare polemiche, che il Presidente del Consiglio fa un annuncio a tarda sera, preceduto da indiscrezioni che danno la rava e la fava dell'annuncio.

Lo faccia il mattino dopo - il giornalista bacchetta il Premier Conte sulla gestione della comunicazione sul coronavirus - se è estremamente complesso, come dice Marco Travaglio, alle 8:00 del mattino, quindi con non poca differenza, si presenta su internet o dove gli piace e lo fa. È il gioco che non mi piace - punta il dito Mieli - il gioco delle anticipazioni del suo addetto stampa. C'è qualcosa di torbido, sono cose molto delicate e l'ultima volta che è successo…".

La reazione stizzita di Marco Travaglio: 'Ma cosa stai dicendo Paolo?'

A quel punto, però, Marco Travaglio non riesce più a contenersi e interrompe il collega. "Ma cosa dici? Ma Paolo, ma cosa stai dicendo? - ripete per due volte alzando subito i toni - ma secondo te è come fare un uovo fare un decreto del Presidente del Consiglio (sul coronavirus, ndr)?".

Mieli prova a parare il colpo: "Te lo spiego che cosa sto dicendo - riprende il filo del discorso - se vuoi che te lo spieghi te lo spiego, scusa.

L'ultima volta è successo che la cosa è stata anticipata nel pomeriggio da qualcuno. Va bene? I milanesi…". Ma non c’è niente da fare, perché ormai il direttore del Fatto Quotidiano è un fiume in piena. "Sì, da una Regione", ripete per tre volte, senza specificare di quale Regione si tratti, ma con chiaro riferimento alla Lombardia.

Lo scontro sul coronavirus prosegue di fronte a Lilli Gruber

"Va bene, allora è colpa del Presidente della Regione Lombardia. Quel disgraziato di Fontana lo ha voluto anticipare", inizia a perdere la pazienza anche Mieli. "Esatto - incalza invece Travaglio - anche se non lo so se è stato Fontana, perché ci sono decine di funzionari che ricevono le bozze".

Ma Mieli non ci sta: "Volevi una delucidazione e te la sto dando, e siccome questo gioco è la terza o quarta volta che si fa, forse sarebbe il caso di farla finita, no?".

Travaglio a sua volta è ormai incontenibile: "Ma di quale gioco stai parlando?". Ennesima difesa di Mieli: "Del gioco delle anticipazioni sui decreti anti coronavirus per tutto il pomeriggio e poi, di notte, arriva la conferenza stampa. Non mi piace. Sarò libero di dirlo?".

Ma il finale è tutto di Travaglio: "Non c'è stata nessuna anticipazione. C'è stato semplicemente un numero spropositato di Regioni che ha chiesto una cosa.

Dopodiché avranno preso una decisione sentendole tutte. Le Regioni sono 20". La Gruber riesce poi a fatica a riportare la calma.

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