Due facce di una stessa medaglia. Sono l'emergenza sanitaria e quella economica che il governo è chiamato a fronteggiare. Si è in attesa di capire in che modo l'esecutivo sceglierà di dare una risposta concreta alle tante famiglie ed imprese che dovranno fare i conti con le difficoltà derivanti da un lungo periodo di immobilismo o quasi. Nicola Porro, nel consueto appuntamento con la Zuppa di Porro, ha così manifestato una certa insofferenza rispetto alla possibilità che possa tradursi in realtà l'ipotesi di un prolungamento del periodo di accertamento a disposizione dell'Agenzia delle Entrate.

Lo ha fatto utilizzando toni particolarmente forti nei confronti di coloro i quali saranno dietro certe misure che potrebbero essere partorite dal decreto del governo presieduto da Giuseppe Conte.

Nicola Porro critico contro le misure fiscali

Nicola Porro, nel corso della sua consueta rubrica, ha espresso tutte le proprie perplessità riguardo alla direzione che sembra pronta ad intraprendere il governo. Riguardo al decreto e alle possibili misure fiscali non ha utilizzato giri di parole. "E' una barzelletta" commenta il giornalista.

"Secondo le bozze - evidenzia - è previsto un rinvio delle tasse di oggi di quattro giorni. Quattro giorni per alcuni e di quarantacinque giorni per gli altri".

Una proposta che, a suo avviso, risiede al di fuori della realtà. "Il mondo normale - incalza - di questo paese che è fatto di un po' di sommerso, un po di bianco, un po' di grigio, un po d' autonomo, un po' di partita Iva, un po' di arrangiamento, tra un mese e mezzo secondo voi avrà i soldi per pagare le imposte su un reddito che non ha mai avuto?".

Parlando poi delle famiglie il noto giornalista ha aggiunto: "Nel frattempo i cinquanta euro per andare a fare la spesa chi glieli dà?".

Nicola Porro contro ampliamento del periodo di accertamento

Nicola Porro ha manifestato inoltre fermo dissenso rispetto alla possibilità che possa essere allargato il periodo di azione per le verifiche fiscali. "Aumentano - rivela - di due anni la possibilità di accertamento dell'Agenzia delle Entrate".

Una possibilità dunque che fa rabbia anche solo come ipotesi. "Questi - incalza - bisogna prenderli a calci". "Se - prosegue - aumentano di due anni gli accertamenti bisogna prendere per il collotto chiunque ha pensato una norma di questo tipo è dire che fanno schifo".

In chiusura uno sfogo: "L'unica cosa che sapete fare è la Polizia Fiscale, anche durante l'emergenza. E' una roba che ti fa venire il sangue al cervello".

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