Sono giorni che Matteo Salvini invoca costantemente la convocazione del Parlamento proprio in considerazione dell’emergenza Coronavirus. Le due Camere non si riuniscono da giorni per paura del contagio, ma il leader della Lega, così come altri suoi colleghi politici, pretende che i rappresentanti della Repubblica parlamentare italiana si presentino sul posto di lavoro, così come stanno facendo medici, operai e cassieri.

Concetti ripetuti anche durante l’ultima puntata di Non è l’Arena. Ospite del talk show di La7 ieri domenica 22 marzo, Salvini ad un certo punto viene interrotto dal conduttore Massimo Giletti, il quale lo informa che il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, gli ha appena rinfacciato di essere lui il primo ad aver sempre snobbato le aule parlamentari.

Lui replica: “Ma che lingue stiamo parlando?”.

Matteo Salvini ospite di Non è l’Arena: ‘Per lavorare bisogna essere in due’

“Ho sentito il Commissario Arcuri, stiamo lavorando con Bertolaso alla costruzione del nuovo ospedale alla Fiera di Milano e di quelli da campo di Bergamo e Cremona”, dichiara Matteo Salvini in collegamento con lo studio di Non è l’Arena. “Però non riesce a parlare con Conte. C’è un problema di dialogo anche l’altra volta”, gli ricorda Massimo Giletti. “No, è un problema di democrazia - replica secco il leader della Lega - qui ci sono decisioni prese a mezzanotte, sulla testa di milioni di italiani, non concordate, non condivise, cambiate dalla sera alla mattina.

Ma le pare normale che domani mattina, che è lunedì (oggi 23 marzo ndr) ci siano migliaia di lavoratori e imprenditori che non hanno ancora capito se devono andare in ufficio o in fabbrica o no? C’è un’emergenza sanitaria che rischia di trasformarsi in emergenza sociale ed economica tra pochi mesi - avverte Salvini - vogliamo lavorare insieme per affrontare prima il virus e poi l’emergenza economica?

La Lega e il centrodestra ci sono, però per lavorare inseme bisogna essere in due”.

Salvini a Orlando: ‘Me che lingue stiamo parlando?’

A quel punto, Giletti legge un flash di agenzia. “Mentre lei parlava, Andrea Orlando, che è il Vicesegretario del Pd, dice che Salvini in più occasioni si è rifiutato lui di venire in Parlamento”, dichiara il conduttore rivolto al leader leghista.

Matteo Salvini allarga le braccia in segno di sconforto e poi commenta: “Ecco, io non voglio far polemica di fronte a 5.476 morti.

Io alcuni loro parenti li ho sentiti e, dramma nel dramma, non c’è la possibilità neanche di salutare il papà, la mamma o il nonno, perché non si possono fare i funerali e le messe”. Ma Giletti lo incalza: “Quindi non risponde a Orlando?”. “Non rispondo alle polemiche vuote - precisa allora Salvini - perché in questi minuti mi sembra di aver parlato di vita, di mascherine, di affitto, di mutuo e di lavoro mettendoci a disposizione fisicamente per dialogare. Portare la voce dell’Italia che rappresentiamo che teoricamente è anche maggioranza. E il Vicesegretario del partito con cui dovrei dialogare cosa dice?

‘Salvini non viene (in Parlamento ndr)’. Ma che lingue stiamo parlando, mi scusi? Ho detto che voglio venire in Parlamento a portare le istanze delle partite iva, delle mamme, dei nonni. Mandagli la cassetta della trasmissione”.

Il post di Andrea Orlando su Fb

Ma quali sono le dichiarazioni di Andrea Orlando che hanno fatto indignare Matteo Salvini? Il vicesegretario del Pd pubblica proprio nella serata di domenica un lungo post su Facebook. “È segno della vitalità della nostra democrazia - questo il passaggio riferito a Salvini - il fatto che esponenti politici non sempre, almeno apparentemente, sensibili alla centralità del Parlamento lo siano diventati.

Ricordiamo tutti di un Ministro dell’Interno che si rifiutò in più occasioni di riferire alle Camere e ad alcune Commissioni bicamerali su vicende assai rilevanti. Lo stesso che fece sapere il giorno in cui doveva essere ascoltato di avere cose più importanti da fare”.

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