Nel corso della trasmissione L'aria che tira, Massimo Giletti è tornato a parlare dell'emergenza Coronavirus. Lo ha fatto confrontandosi con la collega Myrta Merlino e fornendo una visione a trecentosessanta gradi delle situazioni che si annidano all'interno dell'emergenza sanitaria. Dall'incapacità del così detto "mondo sviluppato" a farsi trovare pronto dinnanzi alla forza di una virus fino alla necessità di scongiurare problemi sociali determinati dalla crisi economica.

Giletti critico su come sono state gestite le cose sul coronavirus

"E' il trionfo dell'incompetenza". Con queste parole Massimo Giletti ha avuto modo di fornire un giudizio tranciante su come, al momento, si stiano gestendo le cose a livello internazionale.

"Ci avevano - ha ricordato - raccontato di una società imbattibile. invincibile". Chiaro il riferimento al fatto che ci si illudeva di avere conoscenze e tecnologie in grado di arginare qualsiasi cosa. "Il Papa - ha proseguito - quando pregava veniva irriso dalla maggior parte dei saccenti. Oggi tutti lì a guardare cosa fa".

Giletti chiede competenza contro il coronavirus

Massimo Giletti non ha fatto mistero di aspettarsi qualcosa in più rispetto a quanto si è fatto fino ad ora. "Si esorcizza - ha affermato - il male dicendo che andrà tutto bene. Io vorrei la competenza al potere. E' proprio in questo momento che si capisce la differenza tra i quaquaraqua e i competenti".

Al momento, a suo dire, sarebbe emersa una certa impreparazione: "Il sistema occidentale - ha evidenziato - non ha capito nulla.

E' impreparato. Se c'è un piano anti-pandemia datato 2009 si vede che nella logica non si è mai pensato che succedesse una cosa simile".

"Io stesso - ha ammesso - ho ritenuto spesso fosse tutto esagerato, perché mi sono fidato di quello che ci hanno detto politici importanti. Gli esperti dovevano capire che in un attimo sarebbe arrivato quello che è arrivato.

Siamo stato tutti impreparati".

Per il giornalista adesso l'imperativo chiave è evitare il sorgere di guai sociali e scene di disperazione. "Vorrei - ha detto - che si evitasse il rischio che si piglino d'assalto le banche. Bisogna agire in fretta, il fattore tempo è determinate Se serve questa tragedia cerchiamo di farne tesoro e agire immediatamente.

Non è che si parla che tra quindici giorni arrivano i soldi, l'Italia e l'Europa devono dare i soldi adesso".

Parole quelle di Massimo Giletti che, dunque, evidenziano con forza l'impreparazione e la sottovalutazione del fenomeno, ma che rivelano al contempo la necessità di fare in modo che non si aggiungano altri problemi a quelli già derivati dalla pandemia da coronavirus.

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