"Ecco gettato l'osso da mordicchiare a un'opinione pubblica nervosa. La folla sui Navigli, ripresa da teleobiettivi". Inizia così un post di Toni Capuozzo pubblicato sul suo profilo Facebook che rivela l'opinione del giornalista in merito al dibattito nato negli ultimi giorni. I presunti assembramenti di Milano hanno fatto notizia, generato reazioni a livello nazionale e persino fatto scaturire minacce di nuove chiusure da parte di figure politiche di primo piano. Capuozzo, in maniera piuttosto polemica, sottolinea come si stia quasi addebitando a quella gente tutte le situazioni che al momento, fanno storcere il naso rispetto al modo in cui l'Italia sta fronteggiando l'emergenza economica e sanitaria.

Per Capuozzo la folla dei Navigli è diventata un bersaglio

A partire dal 4 maggio il paese è entrato nella fase 2 che ha portato a un allentamento delle restrizioni, ma non a un ripristino della quotidianità. Ecco perché le folle sui Navigli con l'emergenza sanitaria in corso generano polemiche. Tuttavia, secondo Capuozzo descrivere la realtà come se i luoghi della tradizionale movida milanese fossero diventati un ricettacolo di assembramenti aiuta a trovare un capro espiatorio. Un obiettivo su cui la gente può sfogare la frustrazione di non poter ritrovare la propria quotidianità. Un bersaglio che aiuta a parare i colpi ad altri. O almeno questo è quello che emerge dall'analisi di un giornalista navigato come Toni Capuozzo.

Capuozzo: "Quella gente a Milano si è presa colpe non sue"

"È colpa loro: se - evidenzia - ritorna il contagio, se non ci sono mascherine a 50 cents, se l'app Immuni non solo è indiscreta ma non si è proprio vista, se come fecero ai tempi della fuga al Sud, annunciano il decreto 'torna in cella mafioso' in anticipo, se le banche non danno i prestiti, se fare i tamponi è per pochi".

Non manca, inoltre, la stoccata ai colleghi dei media che hanno dato risalto alla cosa. Racconta come abbia ricevuto l'insegnamento secondo cui a fare notizia è il postino che morde Il cane e non viceversa. Insegnamento che, proiettato sulla vicenda dei Navigli, porta Toni Capuozzo a chiosare in maniera significativa.

A suo avviso, infatti, non bisognerebbe dare rilevanza al fatto che qualche centinaio di persone si sia macchiato della colpa di andare a ritrovarsi per l'aperitivo. Ciò che meriterebbe, per Capuozzo, una luce particolare sarebbero i milioni di cittadini italiani che, anche in territori dove il problema sanitario parrebbe marginale, continuerebbero ad avere rispetto nei confronti delle regole.

Il Comune di Milano, dopo l'annuncio di Beppe Sala, ha comunque innalzato il livello di guardia nelle zone interessate da potenziali assembramenti, come i Navigli. Il sindaco aveva minacciato una nuova chiusura totale qualora tutti i milanesi non avessero manifestato maturità di fronte all'esigenza del rispetto delle regole della fase 2.

L'obiettivo è fare in modo che non si debba tornare indietro e procedere ad un nuovo inasprimento delle restrizioni, ma magari puntare a nuovi punti di quotidianità restituiti alla cittadinanza.

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