Intervistato dal quotidiano Libero, il sociologo ed editorialista de Il Messaggero Luca Ricolfi affronta numerosi temi legati alla gestione della pandemia da nuovo Coronavirus da parte delle autorità italiane.

Ricolfi è molto critico verso l'approccio avuto dal governo Conte, teme per le conseguenze economiche innescate dall'epidemia e ammette che nonostante il ritorno alla normalità ci siano ancora aspetti poco chiari per il futuro. Ricolfi non risparmia nemmeno giudizi critici sugli italiani e li accusa di scarso amore per i valori della libertà e della democrazia.

Coronavirus, l'opinione di Luca Ricolfi

Il sociologo Luca Ricolfi ha espresso un giudizio molto critico sulla Politica italiana così com'è apparsa negli ultimi mesi; a finire nel suo mirino la gestione dell'emergenza sanitaria, con il solo Veneto, a suo dire, ad essersi contraddistinto per la politica di tamponi di massa che avrebbe dovuto essere applicata anche a livello nazionale: "La politica ha deciso di costituire comitati tecnico-scientifici scegliendo in base al livello della carica ricoperta e non alla competenza; se avessero fatto gestire l'epidemia ad Andrea Crisanti, la chiusura totale sarebbe partita due settimane prima, il modello veneto (tamponi di massa) sarebbe stato incoraggiato anziché stigmatizzato".

Seguendo questa condotta si sarebbero avuti, secondo Ricolfi, almeno 10mila morti in meno. Tutto il mondo della politica italiana è parso impreparato secondo lui, sia durante l'emergenza che adesso che si sta cercando di ripartire: "Destra e sinistra sono schierate col partito della riapertura" che coincide con il "partito del Pil".

"Il Covid in salsa giallorossa ci lascerà molto più poveri di prima - prosegue Ricolfi - e soprattutto sempre più lontani dagli altri paesi avanzati".

Coronavirus, le criticità per il futuro

Ricolfi teme anche per il futuro. Nonostante i dati molto incoraggianti che negli ultimi giorni stanno scandendo l'evolversi dell'epidemia in Italia, il sociologo teme l'assenza di informazioni precise su varie questioni.

Tra tutte quella dei rischi dell'aria condizionata su treni e aerei. Ricolfi critica anche l'assenza di trasparenza e verità nelle comunicazioni: "Nessuno ci dice con chiarezza se riapriamo perché l'epidemia è sconfitta o per ragioni economiche. La mancanza di trasparenza e verità ha un grande prezzo. Non si capisce se la riapertura avviene perché il virus è sconfitto o per semplici motivi economici".

Il sociologo non risparmia critiche neanche agli italiani. A suo dire sono apparsi troppo docili e con "scarso amore per libertà e per democrazia": "Abbiamo bevuto tutto ciò che le autorità ci dicevano".

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la pagina Politica
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!