Antonio Di Pietro ospite di Quarta Repubblica per parlare del caso Palamara. Continua a far discutere, infatti, l’inchiesta aperta sull’ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, il cui smartphone è stato intercettato per mesi attraverso un trojan. Nelle conversazioni intercettate con altri colleghi, Palamara ha fatto involontariamente scoprire agli inquirenti un mondo dei togati fatto di richieste, favori e promozioni pilotate. Ma il loro contenuto non è ancora stato interamente reso pubblico. Per questo motivo Nicola Porro decide di invitare nello studio Mediaset l’ex pm di Mani Pulite Di Pietro, il quale non si tira certo indietro puntando il dito contro il sistema delle correnti in magistratura.

Il caso Palamara arriva anche a Quarta Repubblica

Come appena accennato, il caso giudiziario e mediatico del momento è quello che vede come protagonista Luca Palamara. Grazie alle numerose intercettazioni effettuate a suo carico, gli inquirenti si sono convinti che il collega romano sia al centro di una fitta rete di amicizie e scambi di favori tra magistrati non proprio limpida. Accuse tutte da accertare in sede processuale, ma intanto gli stralci di quelle intercettazioni stanno provocando un terremoto all’interno degli organi direttivi della magistratura come Csm e Anm. I talk show televisivi si sono subito gettati sulla notizia. In particolar modo Non è l’Arena di Massimo Giletti. Ma Palamara è stato anche ospite di Bruno Vespa a Porta a porta e ora è il turno di Nicola Porro trattare la vicenda insieme ad Antonio Di Pietro.

Antonio Di Pietro ospite di Porro

E quale miglior ospite per offrire un giudizio sui colleghi se non Antonio Di Pietro, il pm ‘eroe’ dell’inchiesta Mani Pulite? L’intervista andata in onda nella serata lunedì 8 giugno comincia, per così dire, subito con il botto. “Un magistrato che vuole essere indipendente può essere fermato in due modi: o l'ammazzano o da un altro magistrato”, gela infatti tutti Di Pietro per spiegare come, a suo modo di vedere, un magistrato onesto che voglia fare solo il suo lavoro possa essere bloccato.

Un accostamento, quello tra un eventuale omicidio e una indagine interna da parte di un collega, che impressiona anche il conduttore Porro.

Di Pietro: ‘Contrario all’esistenza delle correnti’

Messa in chiaro questa cosa, Di Pietro sposta il suo mirino direttamente contro il sistema delle correnti che la farebbe da padrone all’interno della magistratura.

“Sono totalmente contrario ad un Csm costituito in modo elettivo e sono contrario all'esistenza delle correnti”, afferma la toga di Montenero di Bisaccia. Ma Di Pietro è anche preoccupato “del taglia e cuci quando si fanno le trascrizioni delle intercettazioni, che andrebbero contestualizzate”. Insomma, lui stesso ammette di non fidarsi dei colleghi in certe circostanze.

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