Massimo Giannini è stato ospite di Tagadà, trasmissione di Tiziana Panella in onda su La 7. Nella circostanza il direttore de La Stampa ha fatto capire che, dal suo punto di vista, non trova così salda la posizione del governo presieduto da Giuseppe Conte. Secondo Giannini si starebbero nuovamente intravedendo i segnali di poca stabilità che ormai da anni contraddistinguono le coalizioni che si vanno avvicendando alla guida del Paese. Il tutto nonostante dal Quirinale arrivino inviti a lavorare nell'interesse nazionale senza perdersi in eventuali strategie di natura Politica.

Segnali di dissidi nel governo

Tiziana Panella, nel corso dell'interlocuzione con Massimo Giannini, ha avuto modo di evidenziare quelle che sembrano essere le criticità presenti nella maggioranza giallorossa. In seno a chi oggi sostiene il governo sembra emergere una perdita di pezzi in fatto di parlamentari, un Conte che sceglie di andare per la sua strada proponendo l'abolizione dell'Iva, un Renzi che non lesina critiche aperte nei confronti dell'azione governativa e un Pd che non manca di opporsi ad alcune scelte economiche del Premier. Il sospetto è che, senza il nuovo coronavirus, oggi l'Italia potrebbe trovarsi in piena crisi di governo. Ed è questo l'interrogativo che la giornalista ha girato al collega.

"Sicuramente gli scricchiolii - ha evidenziato Massimo Giannini - sono sinistri. Ne sentiamo già parecchi da tempo. Però se volessimo sintetizzare il tutto con una valutazione stringata, potremmo dire che stiamo facendo tutto quello che non dovremmo fare".

Giannini ricorda gli appelli di Mattarella

Il punto di vista di Giannini è quello di chi ritiene inopportune certe tensioni politiche in una fase in cui le emergenze sono altre.

Quella economica ormai conclamata e quella sanitaria solo apparentemente alle spalle, considerati i rischi di un ritorno a una situazione complicata secondo virologi ed epidemiologi. "Se questo è il contesto e lo è, purtroppo, avremmo bisogno di tutto fuorché delle solite fibrillazioni che caratterizzano le tensioni delle maggioranze politiche di questo Paese da troppi anni a questa parte.

Gli appelli del presidente della Repubblica all'unità morale e allo spirito costituente sono andati a farsi friggere. Come troppo spesso capita ai messaggi che arrivano dal Colle, le prediche inutili del capo dello Stato. Tutto questo sta determinando uno sbandamento pauroso, non so definirlo diversamente, della comunicazione, prima ancora che dall'azione di governo. La sortita di Conte sulla riduzione dell'Iva è sembrata veramente l'ultimo fuoco d'artificio di otto giorni di parole inutili dagli Stati Generali".

Segui la pagina Politica
Segui
Segui la pagina M5S
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!