Maria Giovanna Maglie è stata intervista da La Verità in occasione dell'uscita del suo nuovo libro "Il mostro cinese". La giornalista ha confermato la sua opinione particolarmente critica e negativa nei confronti del governo. Sia per la gestione dell'emergenza coronavirus, sia per quella che sarebbe la condotta politica in generale.

Maglie parla di regole imposte

La Maglie dà all'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte l'etichetta di "governo aperitivo". La motivazione risiede nel fatto che, a suo avviso, prima attaccassero chi generava allarme per il virus proveniente dalla Cina, per poi adottare misure restrittive definite "arresti domiciliari" dalla giornalista.

"Da quel momento - puntualizza - non hanno fatto nient'altro". Nella narrazione di Maria Giovanna Maglie emerge quello che, nella sua opinione, sarebbe diventato "il gioco delle parti tra l'Unione Europea ed il Partito Democratico". A suo avviso i dem sarebbero entrati nell'ottica che, prima o poi, al governo andrà chi oggi è all'opposizione. "Vogliono - afferma - lasciargli in eredità un Paese strangolato dalle regole". A rafforzare la sua tesi c'è anche una considerazione da lei fatta in merito al fatto che si viva con l'angoscia, nonostante il pericolo coronavirus appaia un po' più lontano. "Ci vogliono - aggiunge - obbligare ad accettare una montagna di clausole capestro. Come il Mes".

Maglie si chiede quando voteremo

Proprio il Fondo Salva Stati viene visto come un potenziale male da parte di Maria Giovanna Maglie. Nell'intervista spiega come, al netto delle spese sanitarie, sarebbero "quattro soldi". Ciò che non la convince è che sarebbe sufficiente la burocrazia italiana ad alimentare il rischio che si arrivi a violare le regole imposte dal meccanismo.

Nota è la perplessità di quanti non credono all'assenza delle condizionalità originarie promesse dall'Europa sul Mes. Sebbene non manchi quanti, invece, lo ritengano un prestito vantaggioso alla luce dei tassi particolarmente bassi."Possono - puntualizza- sempre decidere che li dobbiamo restituire tutti assieme".

"Cercano - aggiunge - di farci diventare la nazione retrocessa che sperano da almeno 30 anni: ricattata e senza futuro".

La Maglie non ha mai nascosto un certo dissenso nei confronti di Giuseppe Conte. Il premier, però, secondo i sondaggi ha visto crescere la sua popolarità. Il punto di vista della giornalista è chiaro. "C'è stata la paura. E ci sono sondaggisti disonesti, di cui non rivelerò i nomi neanche sotto tortura".

La giornalista fa, inoltre, l'esempio di Hilary Clinton. Per il New York Times avrebbe avuto il 92% di possibilità di diventare presidente Usa, salvo poi essere sconfitta da Trump. "Ma almeno - evidenzia la Maglie - negli Stati Uniti votano. E in Italia? Quando voteremo?".

Interrogativo che chiude la sua intervista a La Verità.

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