Giuseppe Conte sarebbe pronto a dire sì al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) anche per garantirsi una più lunga permanenza a Palazzo Chigi. Il nuovo retroscena che vede protagonista il presidente del Consiglio viene svelato sul Corriere della Sera da Francesco Verderami.

Il giornalista mette subito nero su bianco che il Mes verrà presto accettato dal governo italiano, anche se per il momento non si deve dire pubblicamente. Una questione tattica per Conte, non legata però a motivazioni di Politica interna, ma di rapporti con i partner europei, precisa però Verderami.

Verderami su Conte: 'Mes si farà ma per ora non si dice'

"Il Mes si farà ma per ora non si dice". Inizia con queste testuali parole il pezzo del retroscenista del Corriere. Francesco Verderami si dice anche convinto che i motivi della tergiversazione di Giuseppe Conte non risiedano in motivazioni di "politica interna", quindi di rapporti con il M5s suo partito di riferimento. Si tratterebbe, invece, di "ragioni tattiche legate alla trattativa europea sul Recovery fund".

Insomma, il premier italiano vorrebbe evitare a tutti i costi che l'annuncio del sì italiano al Mes possa mettere a rischio la quantità di risorse finanziare promesse dalla Commissione europea.

Il 'segreto di Pulcinella' di Giuseppe Conte

L'accettazione del Mes da parte dell'Italia sarebbe dunque un "segreto di Pulcinella", una cosa che tutti già sanno, che accompagnerebbe tutti i colloqui e gli incontri del premier Conte a livello europeo. In Europa tutti sarebbero convinti, spiega Verderami, che il suo obiettivo primario è "non vedere ridotte le risorse" promesse dall'Ue con il Recovery fund.

L'obiettivo di Conte sarebbe quello di portare a casa il pacchetto completo di aiuti economici, rappresentato da Mes, Sure, sostegno della Banca centrale europea ai titoli di Stato, oltre ad uno scostamento di bilancio da votare nel parlamento italiano.

Il vero obiettivo del premier

Il "gruzzolo" di aiuti appena elencato avrebbe già portato Giuseppe Conte, questa la rivelazione del giornalista del Corriere, ad immaginare che questo risultato possa "garantirgli la permanenza a Palazzo Chigi anche quando arriverà la bufera d'autunno".

Verderami si riferisce alla possibile crisi economica e occupazionale che potrebbe colpire il nostro Paese e poi cita le parole del premier: "Sarò ancora il garante della sicurezza sanitaria e della stabilità economica". Una presa di posizione politica, quella di Conte, che avrebbe però scatenato la dura reazione degli alleati di governo del Pd. I più critici nei suoi confronti sarebbero stati i ministri Dario Franceschini, Roberto Gualtieri e Lorenzo Guerini.

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