Piero Sansonetti si schiera dalla parte di Silvio Berlusconi a Quarta Repubblica. Durante la puntata del talk show condotto da Nicola Porro, andata in onda lunedì 29 giugno, si discute anche del caso Palamara e del terremoto che ne sta seguendo all’interno dei palazzi della magistratura. In questo quadro, il giornalista ‘di sinistra’ denuncia il presunto “complotto” avvenuto nel 2013 ai danni di Silvio Berlusconi che segnò l’inizio della fine Politica del Cavaliere. Tesi sostenuta anche dal Alessandro Sallusti che però, al contrario del collega Sansonetti, punta il dito anche contro il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

Sansonetti su condanna Berlusconi: ‘Sentenza teleguidata’

“Quella sezione era un plotone d'esecuzione, l'operazione è stata tutta lì. Il presidente di quella sezione è un editorialista del Fatto Quotidiano”, esclama a un certo punto Piero Sansonetti facendo riferimento alla sezione feriale della Corte di Cassazione presieduta dal giudice Antonio Esposito che nel 2013 condannò in via definitiva Silvio Berlusconi per evasione fiscale. In un articolo, pubblicato lo stesso giorno sul quotidiano Il Riformista, Sansonetti offre anche la prova di ciò che afferma.

Esiste, rivela, una “dichiarazione del dottor Amedeo Franco, relatore in Cassazione, che racconta come la sentenza di condanna di Berlusconi da parte della Cassazione fu decisa a priori e probabilmente teleguidata”.

‘Frasi che fanno accapponare la pelle’

Sansonetti racconta che, dopo la sentenza di condanna del 2013, Berlusconi insieme ai suoi legali incontrò il giudice Franco.

Parte di questa conversazione riservata venne registrata da uno dei presenti. Registrazione rimasta segreta finora perché gli avvocati di Berlusconi non volevano inizialmente divulgarla “per rispetto del magistrato”, riferisce Sansonetti. Ora che Franco è venuto a mancare, questa registrazione è stata depositata però alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) dove il leader di Forza Italia ha presentato ricorso contro la sentenza italiana.

“Frasi che fanno accapponare la pelle”, commenta Sansonetti.

Sallusti d’accordo con Sansonetti, ma non su Napolitano

Le parole di Piero Sansonetti, pronunciate nello studio Mediaset di Quarta Repubblica e poi ripetute sul Riformista, vengono apprezzate anche da Alessandro Sallusti. “Quello che stiamo scoprendo sulla cupola che gestiva la giustizia rende credibile questa confidenza di questo giudice.

La giustizia rispondeva ad altre logiche e ad altri poteri”, afferma il direttore de Il Giornale in riferimento alle rivelazioni su Franco. Sallusti però punta il dito anche contro Napolitano: “È una storia piena di anomalie. Immagino che ai magistrati l'ordine arrivi dall'alto e in alto allora al Csm c'erano Napolitano e Palamara. Il complotto è partito molto prima ed è finito con l'espulsione di Berlusconi”. Ma su quest’ultimo punto Sansonetti dissente: “È un complotto e non c'è dubbio. Il reato fu inventato, ma non ci credo che è stato Napolitano. La magistratura è un potere autonomo che agisce fuori dalla legalità. Migliaia di sentenze sono false e la giustizia in Italia è una truffa”.

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