Sulla vicenda della mancata apertura della zona rossa nei comuni di Alzano Lombardo e Nembro sta indagando la procura di Bergamo. Ieri il Pm Maria Cristina Rota ha ascoltato il premier Giuseppe Conte come persona informata sui fatti. Sta ricostruendo il caso che vede coinvolta anche la Regione Lombardia. Sulla vicenda si è espresso l'ex pm Carlo Nordio che sottolinea le criticità del governo ma anche della giunta Fontana.

L'editoriale di Carlo Nordio

Sul Messaggero Carlo Nordio commenta la vicenda della mancata apertura della zona rossa nei comuni della Val Seriana. Secondo l'ex pm l'inchiesta della procura sarà insidiosa e piena di ostacoli e bisogna evitare che se ne faccia un uso diverso al fine di combattere gli avversari politici.

Secondo l'ex pm oltre ai poteri e alle competenze del governo e della Regione Lombardia bisogna "dimostrare la colpa". E sia il governo che la Regione non sono esenti da responsabilità. Anche se la seconda avrebbe dovuto agire in autonomia come fatto dalla Regione Veneto.

Il dubbio di Nordio

Per Nordio bisogna dimostrare il nesso di causalità in merito all'epidemia. L'ex pm si pone una domanda legittima: "Se gli organi competenti avessero adottato misure adeguate l’epidemia non si sarebbe diffusa?". Ma è una domanda a cui non è semplice dare una risposta vista anche l'assenza nel mondo scientifico di certezze sul virus e sui mezzi più idonei per contrastarlo.

Oltretutto potrebbe crearsi un conflitto di competenze territoriale sulle inchieste.

E c'è il rischio che vadano a finire a Roma e nel caso la situazione diventerebbe "ingestibile". La Lombardia comunque non dovrà farsi trovare impreparata in caso di una seconda ondata. E le inchieste dei giudici non dovranno paralizzare ogni cosa. E soprattutto non devono essere usate a fini politici per attaccare gli avversari politici.

Le colpe sulla mancata zona rossa

L'auspicio di Nordio è che la magistratura sappia individuare gli errori e i colpevoli. E diventa essenziale conoscere se il fatto sia stato commesso "con dolo, o per negligenza" o perché chi l'ha commesso era convinto di essere nel giusto. "Il governo avrà certamente le sue colpe" aggiunge l'ex pm, specie per "l’approccio pasticcione con il quale ha affrontato l’emergenza".

Ma allo stesso tempo sottolinea che c'è una responsabilità Politica da parte della giunta Fontana, specie se si confrontano le azioni tempestive e rapide di altre regioni come il Veneto che hanno agito in autonomia nell'emergenza sanitaria nonostante i tentennamenti e le indecisioni di Conte e del governo. Così facendo infatti hanno ridotto sensibilmente il numero di vittime e di contagi.

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