L'ipotesi che in Italia possa esser prorogato lo stato di emergenza legato al Coronavirus fino al 31 dicembre surriscalda gli animi. A livello politico, ma anche scientifico. Nelle ultime ore si stanno levando diversi pareri negativi sul possibile provvedimento, considerato inopportuno alla luce di una situazione pandemica non allarmante come nei mesi di marzo e aprile. La prospettiva non è al momento certa, ma è stata indicata dal presidente del Consiglio come uno scenario ragionevole per il prossimo futuro.

Le opposizioni protestano: stato d'emergenza significa dare maggiori poteri al governo

L'eventuale proroga dello stato d'emergenza equivarrebbe a mantenere l'Italia in una situazione straordinaria in cui si possono accorciare i tempi di certe decisioni. Questo, in alcuni casi, fa sì che alcune decisioni del governo che, in tempi normali, avrebbero necessitato dell'autorizzazione del Parlamento, possano essere ratificate attraverso dei Dpcm. Uno scenario che, naturalmente, solleva la disapprovazione da parte dell'opposizione, secondo cui mantenere uno status emergenziale senza che ve ne sia la necessità equivale a mettere in discussione la democrazia. Nei giorni scorsi, ad esempio, è apparso su La Verità un editoriale di Maurizio Belpietro in cui sottolineava come, almeno in teoria, uno stato d'emergenza potrebbe anche comportare il rinvio delle elezioni.

Una ricostruzione tendenziosa delle circostanze, come quella apparsa sul citato articolo, può inoltre autorizzare a credere che allontanare appuntamenti elettorali che potrebbero mettere a rischio la tenuta della maggioranza possa essere persino conveniente.

Coronavirus: Clementi contro la proroga

L'ipotesi che possa essere prorogato lo stato d'emergenza sembra andare in controtendenza con dei dati ineluttabili: quelli dei bollettini della Protezione Civile.

I contagi da quasi due mesi non si discostano da un paio di centinaia quotidiani. Per la maggior parte sono asintomatici, evidenza che arriva da terapie intensive e ospedali sempre meno occupati da pazienti Covid. Ha fatto rumore il parere del virologo Massimo Clementi riportato da diversi quotidiani.

L'eventuale prosecuzione della fase emergenziale per l'Italia sarebbe, a suo avviso, "un'incredibile forzatura. Che va in parallelo con i toni terrificanti con cui si sta descrivendo lo stato attuale dell'epidemia". Ai microfoni di Quotidiano.net, in particolare, ha ammesso che l'eventualità di un provvedimento del genere sarebbe fuori luogo. "Da cittadino ritengo comporti una riduzione della democrazia ingiustificata" chiosa il virologo.

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