Gli Stati Uniti hanno presentato, sia al Congresso che al Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres, formale richiesta di ritiro dall'Organizzazione mondiale della sanità. La notizia è stata confermata anche da un funzionario della Casa Bianca, Robert Menendez. Il presidente Donald Trump fa sapere che la procedura di uscita dall'Oms verrà portata a termine entro il 6 luglio 2021, questo sempre se lui dovesse essere rieletto alla presidenza. Trump negli scorsi mesi aveva accusato l'Oms di essere "troppo filocinese" e di aver tardato nel dare l'allarme durante la pandemia provocata dal nuovo Coronavirus.

Alla fondazione dell'Oms hanno preso parte gli Usa

Alla fondazione dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno contribuito in maniera significativa anche gli Stati Uniti nel 1948. L'agenzia Onu beneficiava fino ad oggi di 400 milioni di dollari l'anno da parte degli States, che sono stati da sempre la principale fonte di finanziamento dell'Oms. Sulla vicenda sono intervenute anche numerose personalità politiche americane, le quali hanno commentato negativamente la scelta di Donald Trump di abbandonare l'ente con sede a Ginevra. Joe Biden, avversario di Trump alle prossime presidenziali, ha riferito che gli Stati Uniti rientreranno nell'Oms durante il suo primo giorno di presidenza (sempre in caso di una sua vittoria ndr).

Nella giornata di ieri, 7 luglio, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a capo della stessa Oms, ha riferito che in questo momento è molto importante la solidarietà globale, perché solo in questo modo si può sconfiggere "un nemico comune" come appunto il coronavirus.

Il ministro Speranza: 'Scelta molto grave'

Roberto Speranza, ministro della Salute italiano, commentando la scelta di Trump di abbandonare l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito "molto grave" l'atteggiamento avuto dal presidente americano.

"Il virus non conosce confini, per contenerlo serve unire le forze, serve più coordinamento", così ha detto Speranza durante un'intervista andata in onda sull'emittente televisiva La7 nel corso della trasmissione In Onda. La pandemia intanto sembra concedere una tregua in Europa e in Italia, mentre accelera sempre di più nel resto del mondo.

E sono proprio gli States ad essere il Paese più colpito al mondo dal coronavirus. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità sanitarie americane, negli Stati Uniti nella sola giornata del 7 luglio oltre 60mila persone sono state trovate positive alla malattia Covid-19. "Non ho ascoltato i miei esperti e ho vietato l'ingresso dalla Cina. Se non l'avessi fatto oggi staremmo peggio", questo è stato il commento del Presidente Donald Trump

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