Gianluigi Paragone non si è mai mostrato tenero nei confronti dell'Europa. L'ex senatore del Movimento 5 Stelle ha spesso avuto parole molto dure nei confronti di Bruxelles, criticando in particolare un'eccessiva Politica germano-centrica dell'Unione Europea. Non è un caso che il suo nuovo partito abbia come "No Europa per l'Italia - Italexit con Paragone". Una nuova forza politica che si appellerà al sentimento degli euroscettici e che vuole portare il Bel Paese fuori dall'Ue ad ogni costo. Di questi e di altri punti ne ha parlato nell'ambito della trasmissione L'Italia s'è desta in onda su Radio Cusano Campus.

Paragone spiega analogie e differenze con Lega e centrodestra

Gianluigi Paragone deve il suo impegno in politica all'appartenenza al Movimento 5 Stelle. Il suo passato da giornalista, anche come direttore de La Padania, lasciava presupporre che la fuoriuscita dai grillini potesse andare verso il Carroccio. La scelta autonoma di Paragone ha smentito questa tesi. Rispetto, però, all'ipotesi che il suo partito possa far parte di una coalizione comprendente la Lega, il senatore ha puntualizzato alcuni concetti. Tra questi c'è la piena sintonia che spesso trova i leghisti Borghi e Bagnai su alcune questioni legate all'Europa, così come quella con il centrodestra relativamente alla necessità di controllare le frontiere.

Non mancano i potenziali motivi di dissidio. "Certo se dovessero votare Draghi presidente della Repubblica allora lì non sarei d’accordo".

Italexit: unico obiettivo di Paragone

Mario Draghi ha un passato da presidente della Banca Centrale Europea. Dato che non può rappresentare un punto a suo favore agli occhi di chi critica apertamente l'Europa come Paragone.

Secondo il leader del nuovo partito l'Italia dovrebbe aspirare a divincolarsi da Bruxelles. Un traguardo, per il quale, non ha fatto mistero di essere politicamente pronto a tutto pur di raggiungerlo. Un'idea spiegata con un'estremizzazione significativa. "Se - ha specificato - per realizzare questo obiettivo devo allearmi con Marilyn Manson, io mi alleo pure con lui".

Quello di Paragone è un pensiero che fa rumore, soprattutto in un periodo in cui si discute molto di Recovery Fund. Da buona parte della maggioranza e dall'opposizione (Lega esclusa) è arrivata approvazione per i 209 miliardi ottenuti dall'Italia. La stessa Giorgia Meloni ha sottolineato come Conte, nella trattativa, sia "caduto in piedi". Si tratta, però, di denari che arrivano da quell'Europa che oggi è oggetto del dissenso per le sue politiche da parte di Gianluigi Paragone. Resta da valutare come il suo progetto sarà accolto dal resto delle forze politiche.

Segui la pagina Politica
Segui
Segui la pagina M5S
Segui
Segui la pagina Lega Nord
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!