Nelle scorse il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha affermato che non deve essere richiesto alle Regioni se i fondi previsti in caso di attivazione del Mes “vadano presi o meno”, poiché questa decisione deve essere presa dal governo.

La decisione di aderire al Mes

Zaia ha affermato di ritenere “lunare” che siano state chiamate in causa sul Mes le Regioni. Perché quest’ultime “non c’entrano nulla” in merito alla decisione. Il governatore leghista ha detto che l’accordo per richiedere i soldi del Mes lo deve trovare il governo. Ma la maggioranza è divisa in due fronti: da un lato il Partito Democratico che lo considera “a costo zero” e dall’altra parte il Movimento 5 Stelle che è scettico.

Il governatore del Veneto ha inoltre ha affermato che, a suo modo di vedere, le “condizionalità ci saranno” e pertanto sarà necessario ponderare con attenzione le possibili conseguenze di un “sì al Mes”.

Le opinioni di Zaia sul Recovery Fund

Il presidente della Regione Veneto, in riferimento all’accordo sul Recovery Fund, ha detto di prendere atto che 209 miliardi di euro verranno destinati all’Italia, e che di questa somma 81 miliardi saranno a fondo perduto.

Zaia ha espresso il proprio auspicio che questi fondi, provenienti dall’Europa, non siano poi “sprecati in misure assistenziali”. Quindi, a suo avviso questi fondi dovranno essere erogati alle “imprese affinché assumano” e non per misure simili al reddito di cittadinanza.

Il governatore, valutando quali riforme siano più necessarie, ha proposto che questi soldi vengano destinati per abbassare le tasse, diminuire la burocrazia e implementare la digitalizzazione della PA.

Le risorse per la sanità

Luca Zaia, sempre in riferimento al Mes, ha dichiarato che non è chiaro se una parte dei fondi “andrebbero alle Regioni”.

Infatti, il governatore ha riferito di essere molto preoccupato per l'aspetto delle risorse da destinare alla sanità. Durante la trasmissione televisiva Cartabianca, infatti, ha dichiarato che a fine luglio presenterà il piano di sanità pubblica per il periodo autunno-inverno 2020/2021. Questo piano servirà ad approntare “l’artiglieria pesante contro” una possibile seconda ondata di Covid-19.

Il presidente del Veneto ha chiarito, pertanto, che è necessario non “abbassare la guardia”.

Coronavirus e la minaccia che arriva dall’estero

Ieri, 25 luglio, durante l’inaugurazione dell'azienda produttrice di botti Garbellotto (vicino Sacile), Luca Zaia e Massimiliano Fedriga hanno espresso la loro volontà di fare fronte comune contro la minaccia del Coronavirus che proviene dall’estero. Il presidente della Regione Veneto ha affermato che “serve una Schengen sanitario” per consentire la libera circolazione delle merci e rigorosi controlli sulle persone. Mentre il presidente della Regione Friuli Venezia-Giulia ha dichiarato che sarebbe necessario “schierare l’esercito” a presidiare i confini italiani.

Poi Zaia ha spiegato di non ritenere giusto che un territorio che ha approntato le giuste misure per contrastare il Coronavirus sia costretto a importare il virus per “l’incuria dei Paesi” che non hanno attuato un corretto piano di sanità pubblica.

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