Alessandro Sallusti torna a criticare il governo e Giuseppe Conte. Lo fa con un editoriale pubblicato su Il Giornale in cui il direttore contesta su più livelli il modus operandi del premier e della sua squadra di governo. Sotto la lente critica del giornalista ci sono l'approccio verso i potenziali fondi europei, la scarsa attenzione verso le partite Iva e l'eventuale scelta di prorogare lo stato d'emergenza.

Sallusti critica la poca voglia di avere finanziamenti Ue

"A questo governo - esordisce Sallusti - i soldi dell'Europa fanno schifo". Evidente il riferimento al fatto che c'è una parte della maggioranza, il Movimento 5 stelle, non pienamente convinta di accettare i fondi provenienti dal Mes.

Frase a cui fa da contraltare la sua considerazione secondo cui dovranno essere gli italiani a dare respiro ai conti dello Stato. Segnala, infatti, come nonostante le note difficoltà determinate dal momento storico, le partite Iva da lunedì torneranno a dover rispettare gli oneri fiscali come se non ci fosse mai stata l'emergenza coronavirus. Quello che sembra suscitare la disapprovazione di Alessandro Sallusti è un dibattito acceso su argomenti che riguardano i "massimi sistemi" e che restano lontani da chi è davvero in sofferenza.

Sallusti critica il governo che si occupa solo di 'massimi sistemi'

Temi come le concessioni autostradali e le strategie politiche per le prossime elezioni sarebbero, secondo il giornalista, da mettere in secondo piano rispetto a chi oggi patisce difficoltà più stringenti.

In particolare si rammarica del fatto che nessuno, in seno alla maggioranza, si preoccupi di farsi portavoce di quelli che sono i disagi di quanti, a breve, dovranno tornare a pagare le tasse a pieno. A suo avviso ci dovrebbe essere qualcuno che dovrebbe reclamare attenzione ed esporre un concetto semplice: "Signori, è da pazzi fare pagare le tasse a gente che da sei mesi non fattura".

Sallusti, tra l'altro, invita anche Confindustria e sindacati a porre i propri riflettori sulla cosa. Di certo c'è che il giornalista avrebbe voluto dal governo un'attenzione diversa da parte dell'esecutivo in vista delle prossime scadenze. Non a caso sceglie una metafora per manifestare il suo dissenso verso la gestione della cosa.

"Il Conte Dracula - spiega Sallusti - succhierà il sangue a sei milioni e rotti di italiani debilitati dalla crisi".

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