Massimo Giletti è sotto scorta. Il conduttore di Non è l'Arena ha raccontato a Repubblica le sensazioni generali su quella che di fatto sarà una nuova vita. Lo ha fatto non mancando di ricordare come, tra le cose che lo hanno ferito, ci siano state le dichiarazioni da parte di qualche collega che ha attaccato la sua persona. Il riferimento preciso ha riguardato Marco Travaglio. Il direttore del Fatto Quotidiano ha firmato qualche editoriale in cui non ha lesinato critiche per la condotta di Massimo Giletti. Parole, per le quali, il conduttore di Non è l'arena ha inteso esprimere le sue sensazioni attuali in seguito alle critiche ricevute da un giornalista per il quale nutre stima.

Non è l'arena: una puntata di maggio fece rumore

A generare le minacce arrivate dal mondo criminale sarebbe stata una puntata di Non è l'arena in cui Massimo Giletti ha elencato i nomi dei boss che avevano ottenuto la scarcerazione per effetto dell'emergenza coronavirus. Oggi, tra i temi trattati nell'intervista, c'è il modo in cui si vive l'idea di dover proseguire, la propria vita sotto scorta. Non ha nascosto la preoccupazione, ma anche il pensiero di aver compiuto un lavoro importante. "Chi non ha nulla da perdere, non ti perdona. Devi vivere senza pensarci, se no diventi prigioniero di un labirinto dal quale rischi di non uscire". Concetti chiari, ma non sempre di facile realizzazione nel momento in cui ci si trova a vivere situazioni difficili da immaginare.

Rispetto alla domanda se ci riesca o meno, il giornalista risponde in maniera sincera: "No, però il sole aiuta e c'è sempre il cielo stellato sopra di me".

Giletti ferito da Travaglio

Quelle trasmissioni in cui Massimo Giletti si occupò delle questioni ebbero anche delle critiche. Tra queste ci furono quelle di Marco Travaglio.

Pensieri, quelli del direttore de Il Fatto Quotidiano, che hanno colpito in negativo il giornalista di La 7. "Ho provato - rivela - molta tristezza quando l'ho sentito definire la mia trasmissione un covo di mitomani".Giletti ha raccontato di essere stato probabilmente lasciato solo e di aver apprezzato, invece, che Urbano Cairo l'abbia chiamato per sottolineargli la sua vicinanza.

"Ho sofferto attacchi personali pesanti da colleghi che stimavo come Marco Travaglio. Colorare come matrice salvinista la mia battaglia non fa giustizia. Ho fatto un'inchiesta su documenti". Massimo Giletti, inoltre, ha annunciato che la sua trasmissione tornerà in onda a fine settembre. Un ritorno che coinciderà con l'intenzione di non fare neanche un passo indietro rispetto alla linea intrapresa.

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