Il giornalista, scrittore e storico Paolo Mieli rilascia un'intervista al quotidiano La Verità in cui sostiene che il prossimo sarà l'autunno più infernale che si sia mai vissuto. Per Mieli tutto prenderà il via dal primo giorno di Scuola. A partire da quella data, per il giornalista, occorrerà prepararsi a venti giorni di quello che definisce un caos indescrivibile.

Paolo Mieli: 'Crescono le possibilità di andare a elezioni anticipate'

Mieli parla dell'inizio delle scuole, con la data prevista di lunedì 14 settembre che si avvicina sempre di più anche se viene messa in discussione da più parti.

'Dal primo giorno di scuola - è il pensiero di Mieli - dobbiamo prepararci a una ventina di giorni di caos indescrivibile". Per il giornalista quello che ci aspetta sarà l'autunno più infernale che si sia mai vissuto.

Lo scrittore poi passa a parlare del quadro politico attuale e della possibilità che si arrivi al termine della legislatura. Nella sua opinione l'Italia nelle prossime settimane sarà davanti ad un grande bivio: lui vede due possibilità, quella di portare a termine questa legislatura eleggendo quindi con questo Parlamento il prossimo presidente della Repubblica oppure chiudere l'esperienza e tornare al voto la prossima primavera. Se dovesse sbilanciarsi, spiega Mieli alla Verità, sente diversi scricchiolii e sono in aumento le possibilità che si concluda la legislatura e si vada a elezioni anticipate.

Per Mieli le elezioni regionali possono essere un brutto risveglio per la maggioranza di governo

Mieli ritiene che l'appuntamento del 20 e 21 settembre con le Elezioni Regionali possa rappresentare un brutto risveglio per i partiti di maggioranza che sostengono il governo visto che il centrodestra potrebbe affermarsi in molte regioni.

Mieli dice la sua anche sul referendum che ritiene un primis un 'pasticcio' perché è legittimo ridurre il numero dei parlamentari ma occorre farlo in un contesto più ampio di riforme, di riorganizzazione e redistribuzione dei poteri. Per il giornalista quando si definisce il tema della rappresentanza Politica con la frase 'meno siamo e meglio stiamo' non è niente di diverso da uno slogan.

Mieli parla anche del futuro e ipotizza anni particolari con riforme che non si faranno. Interrogato sul ruolo del Movimento 5 Stelle nello scenario futuro, il giornalista dà un giudizio tranciante: 'La storia del Movimento 5 Stelle è finita', è la sua opinione. Anzi, argomenta Mieli, era già, forse, terminata l'estate scorsa quando la Lega di Matteo Salvini gli aveva già strappato via la metà dei propri voti. Per Mieli 'non hanno più nessun potere, se non quello di allearsi con la sinistra'.

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