Secondo un sondaggio elettorale realizzato dall'Istituto demoscopico Noto per Porta a Porta, il centrodestra sarebbe favorito nelle prossime elezioni regionali nella Marche. La regione adriatica, quindi, come ha già fatto la vicina Umbria, potrebbe fare una svolta storica sul piano politico. Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d'Italia e candidato di tutto il centrodestra, sarebbe largamente in vantaggio sugli altri candidati del centrosinistra e del Movimento 5 stelle.
Il voto regionale è previsto nelle Marche, in Valle d'Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Veneto, Puglia e Campania per domenica 20 e lunedì 21 settembre.
Elezioni Marche, per il sondaggio dell'Istituto Noto il centrodestra sarebbe in largo vantaggio
Secondo i dati elaborati dall'Istituto demoscopico Noto, potrebbe crollare quindi un'altra storica roccaforte "rossa", dopo la confinante Umbria. Se la Toscana è contendibile, nelle Marche (in cui andranno al voto circa 1,5 milioni di persone) pare piuttosto ampio il vantaggio del centrodestra.
Francesco Acquaroli, candidato di Fratelli d'Italia e di tutto il centrodestra, avrebbe il 48% dei consensi. I punti di vantaggio sul più immediato inseguitore sarebbero otto. Infatti al 40% dei consensi rilevati da Noto ci sarebbe Maurizio Mangialardi che attualmente ricopre la carica di sindaco a Senigallia.
È lui l'uomo che il Partito democratico e la coalizione di centrosinistra hanno scelto per questa complicata sfida a succedere al presidente uscente Luca Ceriscioli. Lontano dai primi due, sarebbe il candidato del Movimento 5 stelle Gian Mario Mercorelli, attuale consigliere al comune di Tolentino, che sarebbe al 9% dei consensi.
La legge elettorale vigente nelle Marche e il premio di maggioranza
Sarà eletto presidente della Regione Marche il candidato che otterrà anche solo un voto in più rispetto agli avversari, senza alcun ballottaggio.
Il consiglio regionale delle Marche è composto da 30 consiglieri regionali, più ovviamente il presidente. Viene assegnato, per favorire la governabilità della Regione, un premio di maggioranza di cui può beneficiare il candidato vincitore.
Tale premio è variabile, in relazione alla percentuale che il vincitore raggiungerà. Ad esempio se il candidato vincente supera il 40% (e questo potrebbe verificarsi in base alle rilevazioni dell'Istituto demoscopico Noto), la coalizione vincente disporrà di 18 seggi nell'assemblea, se dovesse invece vincere con una percentuale tra il 37% e il 40% avrà 17 seggi, mentre infine avrà solo 16 seggi se dovesse vincere con una percentuale tra il 34% e il 37%.
Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una coalizione dovrà superare la soglia di sbarramento del 5% eccezion fatta se un gruppo di liste che la compongono abbia preso almeno il 3% a livello regionale.
Per gli elettori non è prevista la possibilità di effettuare un voto disgiunto ad un presidente e contemporaneamente a una lista a lui non collegata.