Luigi Di Maio accusato di utilizzare in maniera inopportuna la scorta che gli è stata assegnata durante la campagna elettorale. È il deputato di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, a denunciare questo comportamento che avrebbe tenuto il ministro degli Esteri. La scena si svolge a Faenza, in Emilia-Romagna, territorio di elezione di Bignami dove il 20 e 21 settembre si terranno le elezioni Regionali. Il parlamentare di Fdi pubblica un video sulla sua pagina Facebook in cui racconta praticamente in diretta di essere stato identificato dai carabinieri su richiesta di un uomo della scorta di Di Maio.

“Questo non è uno Stato di polizia?”, si chiede retoricamente il deputato.

Il deputato di Fdi racconta della scorta di Di Maio

In occasione della campagna elettorale in vista delle elezioni Regionali del 20 e 21 settembre, il deputato di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, fa tappa anche nella cittadina di Faenza in Emilia-Romagna. Da qui pubblica un video sulla sua pagina Facebook. Bignami racconta di aver accompagnato in automobile il suo compagno di partito, e vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa. Ma “senza scorta, perché ognuno è fatto a modo suo”, precisa. Al contrario di La Russa, infatti, racconta il deputato di Fdi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio del M5S partecipa alla stessa iniziativa elettorale accompagnato dalla sua scorta.

Bignami inquadra l’auto di scorta del ministro con la telecamera del suo smartphone.

La denuncia di Bignami: ‘Scorta di Di Maio inopportuna’

“Legalmente nessuno ne dubita, ma qualcuno mi dovrebbe spiegare se è giusto. Secondo voi è opportuno che venga utilizzata la scorta assegnata da ministro degli Esteri per svolgere iniziative di campagna elettorale.

Secondo noi è legittimo e legale, ma non è opportuno”, commenta il fedelissimo di Giorgia Meloni. Bignami racconta di aver chiesto spiegazioni direttamente alla scorta di Di Maio che, però, “ha ritenuto di prendere il tesserino da parlamentare che io ho esibito e di identificarmi”. Il parlamentare inquadra in diretta i due carabinieri che stanno procedendo all’identificazione.

“Ma io ho chiesto semplicemente se Di Maio poteva usare la scorta da ministro per svolgere iniziative di campagna elettorale”.

‘Stato di polizia’

Poi se la prende con il membro della scorta di Di Maio che avrebbe preteso i suoi documenti aggiungendo anche che “io non sono niente”. Ma evidentemente, chiosa Bignami, “se non sei del governo rosso-giallo non sei niente”. Parte allora un serrato botta e risposta con l’uomo al quale il deputato di Fdi rinfaccia apertamente il suo modo di fare. Subito dopo, Bignami ribadisce le sue perplessità sul comportamento tenuto dal ministro Di Maio. “Questo non è uno Stato di polizia? Questo non è uno Stato in cui se qualcuno prova a dire ‘scusate’ viene immediatamente identificato?”.

Per concludere, Bignami promette di presentare una interrogazione parlamentare sulla vicenda.

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