Negli ultimi giorni hanno fatto molto discutere online le critiche che diversi rapper italiani – tra cui Ghali, Luché e Inoki Ness – hanno mosso nei confronti di Luigi Di Maio, colpevole di aver ripubblicato sui propri canali social alcuni meme che ironizzano sulla sua abbronzatura. Nelle immagini il volto "abbronzatissimo" del ministro degli Esteri viene più volte inserito al posto di quelli di svariati personaggi famosi afroamericani.

Le critiche dei rapper ricalcano sostanzialmente quelle che il New York Times ha rivolto a Di Maio il giorno seguente la condivisione dei meme. "Per queste cose in Usa i politici si dimettono", ha infatti tuonato il quotidiano americano, facendo esplicito riferimento al "Blackface", pratica di origine teatrale, sviluppatasi nell'800, che consiste nel truccarsi – in modo palesemente non realistico e stereotipato – per assumere le sembianze di una persona con la pelle nera, pur avendo una carnagione più chiara.

Visto il clamore mediatico suscitato dalla questione, Luché ha colto la palla al balzo per puntualizzare il significato delle sue critiche a Di Maio, invitando sostanzialmente gli italiani ad informarsi sulla pratica del 'Blackface', oltre che sui motivi per cui questa è ritenuta offensiva in buona parte del mondo.

Luché: 'Di Maio non è razzista, è ignorante, che è peggio'

Le dichiarazioni del rapper sono state rilanciate dal portale online Esse Magazine, con un post su Instagram, che Luché ha poi commentato, in primis per precisare ulteriormente il suo punto di vista sulla vicenda, ma anche e soprattutto per rispondere ad alcune critiche ricevute dagli utenti.

"Volevo precisare che non reputo di Maio un razzista ma un ignorante, che è pure peggio", ha esordito Luché.

L'artista partenopeo ha poi spiegato perché, secondo il suo punto di vista, la colpa del ministro degli Esteri non sarebbe quella di avere effettivamente dei pregiudizi razziali nei confronti delle persone di colore, bensì quella di non conoscere determinati codici culturali internazionali, che identificherebbero i meme in questione come denigratori.

"E' un genere di sarcasmo identificato in tutto il mondo come denigratorio nei confronti del popolo nero – ha spiegato Luché – giusto un italiano, che è razzista nell’anima, non ci vede nulla di male".

Luché: 'Ho vissuto buona parte della mia vita nella comunità nera'

Luché ha poi voluto replicare ai tanti che negli ultimi giorni lo hanno invitato non approfondire una questione che – secondo i detrattori – non lo toccherebbe da vicino, in quanto bianco.

Queste le parole di Luché: "Da napoletano mi sento molto vicino ai neri, sia perché il mio popolo è sempre stato discriminato e ancora lo è, ogni giorno, nella mia stessa nazione, sia perché a livello personale, dato che sono cresciuto tra Napoli e Londra, ho vissuto buona parte della mia vita nella comunità nera, con cui ho condiviso tutto".

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