Tre deputati lasciano il Movimento 5 Stelle. Lo fanno a pochi giorni da un appuntamento importante come il referendum del 20 e 21 settembre. L'autosospensione è scattata in seguito a quella che è stata una lettera inviata da Davide Casaleggio agli iscritti del Movimento. Le motivazioni della scelta sono state indicate da una nota congiunta, firmata da tutti coloro i quali hanno scelto di abbandonare le fila dell'universo pentastellato. A far scattare la decisione, ci sarebbero anche le mancate risposte rispetto ad alcune richieste politiche fatte. A finire sotto la lente critica dei tre parlamentari ci sarebbero le logiche che regolerebbero la gestione della piattaforma Rosseau.

Casaleggio, che si occupa della gestione della piattaforma, ha sottolineato come i fondi finiscano all'Associazione Rosseau, sostenuta dalle donazioni, e non alla Casaleggio associati, smentendo quanto si legge sui giornali.

M5s: polemiche riguardo alla piattaforma Rosseau

Ad aver preso la scelta drastica sono stati Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo e Paolo Romano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una missiva in cui si segnalavano "le gravi morosità di diversi portavoce del Movimento Cinque Stelle" in relazione ai ritardi riguardanti i versamenti che finanziano la celebre piattaforma Rosseau. Queste inadempienze, a detta di Casaleggio junior, alimenterebbero il rischio che nel prossimo futuro possa essere ridotta la gamma di servizi e strumenti che sono messi al servizio dell'universo grillino.

Sulla questione è intervenuto anche Beppe Grillo che ha inteso ringraziare Davide Casaleggio ed il padre Gianroberto per aver ideato un'esperienza democratica come quella rappresentata dalla piattaforma Rosseau.

Polemiche a pochi giorni da regionali e referendum

Le accuse contro coloro i quali non avrebbero mantenuto l'impegni presi hanno trovato la totale disapprovazione da parte dei tre deputati che hanno scelto di autosospendersi.

Probabilmente la collocazione temporale della criticità segnalata riguardo alle inadempienze riguarda anche i tempi, considerati gli impellenti appuntamenti elettorali e l'immagine che si è data. Nella nota ripresa da diversi organi di stampa l'intervento di Casaleggio è stato definito "vergognoso".

"Stentiamo - si legge - capire quale gioco politico possa esserci dietro una presa di posizione così netta, in una situazione che di chiaro e ben definito non ha nulla".

I tre deputati hanno, inoltre, segnalato come occorrerebbe che ci siano dei chiarimenti in relazione alla piattaforma in questione. Poiché, di fatto, rappresenta l'ambiente in cui vengono prese molte decisioni per mezzo di sondaggi e si arriva a gestire tutti i dati sensibili degli iscritti al Movimento 5 Stelle oltre a eventuale diffusioni di comunicazioni, candidature, liste e votazioni.

In particolare i tre dimissionari hanno espresso la necessità che la piattaforma arrivi ad essere gestita da un organismo che sia eletto democraticamente e che abbia la massima trasparenza su ogni aspetto.

Le altre proposte che fanno i parlamentari per cessare la propria autosospensione è la creazione di una struttura chiara organizzativa con la convocazione degli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. E per terza richiesta, come si legge sulle pagine Facebook di coloro che si sono autosopesi, si chiede che vengano utilizzati dei fondi a supporto dei gruppi locali per la formazione, la tutela legale e gli eventi.

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