La portavoce della Ong Sea Watch, Giorgia Linardi, punta il dito contro il governo Conte per la gestione dell’emergenza immigrazione. Linardi, ospite della trasmissione di Rai 3 Agorà nella mattinata di mercoledì 2 settembre, afferma senza esitazioni che il governo guidato da Giuseppe Conte non sta affatto facilitando le operazioni di salvataggio di migranti nel Mediterraneo. Anzi, in alcune occasioni, accusa, avrebbe “lasciato persone in mare”.

Sea Watch attacca il governo

“Io credo che faccia riflettere la facilità con cui si rivolge questo tipo di accusa. Così come è stata rivolta alle Ong, oggi viene rivolta al governo.

Ma il fatto non ha mai avuto un fondamento”, dichiara Linardi ad Agorà facendo riferimento alle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina rivolte ultimamente al governo da Matteo Salvini. “Questo non lo dico a difesa del governo perché non mi pare che stia facilitando le Ong - precisa però la portavoce di Sea Watch - quello che succede da marzo è che ogni nave umanitaria che fa un soccorso viene ispezionata e posta in stato di fermo. Mentre non viene disposto nessun tipo di alternativa”.

‘Lega fa lavoro di propaganda’

Insomma, secondo Linardi “non c’è nessun dispositivo di soccorso in mare che agirebbe come elemento di decompressione.

Perché è un fatto che, anche quando le Ong non sono in mare, sono state migliaia e migliaia le persone che si sono riversate sulle nostre coste. Questo lo abbiamo visto anche nel periodo del lockdown o nelle settimane scorse a Lampedusa”, attacca la politica di governo la portavoce di Sea Watch. “E proprio su questi arrivi - prosegue - la Lega sta continuando a fare il proprio lavoro di propaganda.

Eppure questi arrivi non dipendono assolutamente dalle Ong. E quando le Ong sono in mare, quello che accade è che queste persone vengono soccorse”.

Le accuse al governo da parte di Sea Watch

Linardi, parlando della nave Sea Watch 4 in rotta verso Palermo con 353 migranti a bordo, racconta come “il mare è stato piuttosto mosso negli ultimi giorni.

Quindi spesso il ponte della nave si bagnava. Questo ovviamente crea tensione e fastidio. Così come non è stato semplice dare da mangiare a tutti. Non abbiamo più vestiti di riserva e abbiamo cominciato a razionare l’acqua. Molte persone riportano ustioni da carburante”. La portavoce di Sea Watch crede che nessun membro del governo “abbia visto una persona annegare. Credo che nessuno abbia messo una ragazza della mia età in un sacchetto di plastica. E se siamo ancora lì a farlo è perché crediamo che nessuno si meriti di morire come un cane in quel modo. Questo governo, come il precedente, ha lasciato persone in mare”, conclude.

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