Nella prima puntata stagionale di Quarta Repubblica si parla anche di Coronavirus. "La verità sui numeri del Covid" è infatti il titolo di uno degli argomenti trattati durante la trasmissione di lunedì 31 agosto. Per discuterne, il conduttore Nicola Porro invita in studio il viceministro alla Salute del governo Conte, Pierpaolo Sileri. Collegato in diretta video c’è anche Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. La posizione di quest’ultimo è chiara: il coronavirus avrebbe subito delle “mutazioni benigne”.

Quarta Repubblica: l’opinione di Sileri sul coronavirus

Ospite di Quarta Repubblica, il viceministro Sileri prova a gettare acqua sul fuoco sull’emergenza coronavirus, la cui nuova diffusione comincia a far preoccupare gli italiani. “Bisogna convivere con il virus che significa prendersi dei rischi - dichiara senza esitazioni il medico entrato al governo in quota M5S - Troppe regole rendono confusa la cosa, anche sugli autobus ci siamo un po’ incartati”. Sileri si riferisce alle infinite discussioni e polemiche che stanno precedendo la riapertura delle scuole programmata per il 14 settembre. Comunque sia, il viceministro prova a rassicurare tutti: “La seconda ondata così come l'abbiamo vissuta non ci sarà”.

L’intervento di Bassetti a Quarta Repubblica

Dopo Sileri è il turno di Matteo Bassetti.

“Abbiamo visto mille positivi al giorno in queste ultime settimane. Oggi sono meno per fortuna - chiede il conduttore di Quarta Repubblica all’infettivologo - Però in realtà qualcuno attribuisce i positivi alla malattia. Io sbaglio, divento un negazionista se dico che i positivi non li puoi titolare come malati?

Si può dire una cosa di questo tipo o vuol dire negare l’esistenza di un problema che obiettivamente c’è? E cioè la circolazione del virus”. Una domanda alla quale Bassetti non si sottrae. “Lei non è un negazionista - lo rassicura subito - se facesse l’esame di malattie infettive con me lei prenderebbe probabilmente 30. Perché all’esame la prima lezione che faccio agli studenti è la differenza tra il portatore sano e il malato. Sono due cose che viaggiano su due binari diversi e separati”.

‘A marzo emergeva la puntina dell’iceberg'

“Un conto è il contagiato asintomatico che quindi, evidentemente, ha il tampone positivo.

O può trasmettere meno del sintomatico, ma non ha i sintomi - prosegue poi Matteo Bassetti a Quarta Repubblica - un conto è il sintomatico che ha una malattia manifesta. Può avere la polmonite, può avere la febbre, può avere un po’ di tosse o una congiuntivite, ma deve avere dei segni di malattia. Se non ha i segni di malattia è un asintomatico e come tale deve essere considerato”. Secondo Bassetti, inoltre, “a marzo emergeva la puntina dell'iceberg, oggi intercettiamo molto precocemente ed oggi stiamo tirando fuori il tanto che ieri era sommerso. Abbiamo delle mutazioni benigne nel virus, chi lo nega al letto dei malati non c'è andato”.

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