Quello della ripartenza della Scuola resta il tema in cima alle preoccupazioni del governo Conte. A poche ore dalla riapertura ufficiale della maggior parte degli istituti scolastici italiani, prevista per lunedì 14 settembre, infuriano le polemiche sulla gestione del problema. Le regole nuove e il rischio di una diffusione del contagio da coronavirus potrebbero infatti di far saltare i piani di Palazzo Chigi.

Conte, da parte sua, si è detto “tranquillo e fiducioso” come padre rispetto al rientro in aula. Ma la preside della scuola di Roma frequentata dal figlio del premier non la pensa allo stesso modo.

“Fosse dipeso da me avrei posticipato l’inizio delle lezioni”, dichiara infatti la dirigente scolastica.

Scuola: l’ottimismo di Giuseppe Conte

Nel corso di una conferenza stampa tenuta qualche giorno fa, il presidente del Consiglio, parlando di scuola, ha puntualizzato che “per ripartire” ci sarà bisogno di uno “sforzo collettivo”, ma che bisognerà sicuramente mettere in conto la scoperta di nuovi contagi da coronavirus. Una “difficoltà” in più che il governo è convinto di poter affrontare grazie alle misure messe in campo per la scuola. “Se mi sento tranquillo di accompagnare mio figlio a scuola? - ha poi aggiunto Conte rispondendo ad una domanda di un giornalista - Ben tranquillo, assolutamente fiducioso.

Gli comunicherò tutto l'entusiasmo di iniziare questo nuovo anno scolastico. Lo accompagnerò col sorriso”.

La preside della scuola del figlio del premier è pessimista

Se l’ottimismo di Giuseppe Conte sembra trasparire dalle sue parole, quelle pronunciate dalla preside della scuola frequentata dal figlio non sembrano altrettanto ottimistiche.

Dopo aver scritto una lettera dal tono critico indirizzata ai genitori degli alunni dell’istituto scolastico del centro di Roma che dirige, la preside, il cui nome resta al momento anonimo, è stata intervistata dal Corriere della Sera. “Fosse dipeso da me avrei chiesto di posticipare l’inizio delle lezioni a dopo il referendum, sarebbe stato tutto molto più lineare, ma ormai così non è”, afferma senza esitazioni la dirigente scolastica.

‘Riusciremo ad aprire facendo le cose in fretta e furia’

A suo modo di vedere, infatti, per far ripartire la scuola servirebbero indicazioni più precise dal governo. E allora “basta cambiare le regole”, si sfoga facendo l’esempio della “distribuzione delle mascherine” perché secondo lei “sarà un caos consegnarle all’ingresso” ad ognuno degli studenti.

La preside si dice dispiaciuta che la sua lettera abbia suscitato così tante polemiche, ma poi affonda nuovamente il colpo. “Riusciremo ad aprire facendo le cose in fretta e furia”, conclude ribadendo le difficoltà che il mondo della scuola si trova attualmente ad affrontare.

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