Matteo Salvini non è affatto convinto dal discorso di Giuseppe Conte sul Dpcm del 18 ottobre reso in Parlamento. Lo si è potuto dedurre dalle dichiarazioni rese dal numero uno della Lega al termine dell'informativa del presidente del Consiglio in Senato. Il presidente del Consiglio, almeno nella visione dell'ex ministro dell'Interno, si sarebbe pronunciato in un modo troppo lontano da quella che risulta essere al momento la realtà delle cose. Un'uscita, quella del capo del governo, che ha portato il leader del Carroccio a chiedersi chi gli scriva i discorsi.

Informativa di Conte in Senato sul Dpcm

Nell'informativa di Giuseppe Conte in Senato è stato possibile avere un quadro della situazione da parte dal punto di vista del presidente del Consiglio. Quest'ultimo ha comunicato le misure di contrasto espresse nel Dpcm, manifestando la necessità che l'attenzione resti particolarmente alta nei confronti del virus. "Non abbiamo - ha evidenziato il premier - mai abbassato la guardia". Il capo del governo ha, inoltre, sottolineato come l'Italia sia stata tra le prime nazioni ad avere un atteggiamento premuroso nei confronti dei suoi cittadini andando a prendere misure senza precedenti come quella del lockdown primaverile. Un orizzonte che, come è noto, si vuole adesso scongiurare andando a praticare restrizioni intermedie che possano evitare un'altra serrata totale che sarebbe una vera e propria sciagura economica.

Misure stringenti come quelle contenute, per l'appunto, dal Dpcm emanato lo scorso 18 ottobre a cui stanno seguendo misure specifiche disposte da alcuni territori come la Lombardia. Da parte di Conte è emersa l'indicazione del fatto che, al momento, l'Italia è pronta a fronteggiare l'emergenza con una maggiore prontezza rispetto a quanto non fosse avvenuto a marzo.

Basti pensare al fatto che, ai tempi, non c'erano in circolazione neanche mascherine. "Abbiamo - ha aggiunto Conte - in piano il raddoppio dei posti in terapia intensiva, possiamo tracciare di più i casi, produciamo 20 milioni di mascherine al giorno e presto arriveremo a 30mila".

Matteo Salvini contro Conte dopo discorso in Senato

Matteo Salvini, al termine dell'intervento di Conte, è stato intercettato dai giornalisti all'uscita dal Parlamento. Nell'occasione ha manifestato una certa insoddisfazione per quelle che sono state le parole pronunciate dal presidente del Consiglio. Senza giri di parole il leader della Lega ha definito l'intervento del premier distante da quello che sarebbe lo stato delle cose. "Mi sembra - ha detto il leghista - lontano dalla realtà".

Rispetto al fatto che il capo del governo abbia sottolineato come gli studenti ricevano a scuola le mascherine gratuitamente, l'ex ministro dell'Interno è andato giù ancora più pesante". "Significa - ha tuonato - non conoscer la scuola italiana".

Critiche anche ai trasporti "Parlare - ha incalzato Salvini - dei miliardi dati per il trasporto pubblico significa mentire, chiunque prenda un autobus o una metropolitana sa in che condizioni viaggia".

La chiosa del leghista sull'intervento di Conte è stata più generica. "Mi domando - ha detto Salvini - chi gli scriva i discorsi".

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