Aumentano i contagi da Coronavirus. 4458 casi e 22 morti in data 8 ottobre. Il bollettino diffuso dal Ministero della Salute parla chiaro ed è un campanello d'allarme significativo. I numeri sono sul livello di quelli di aprile. La situazione non è fortunatamente la stessa, perché le strutture ospedaliere sono lontane dalla saturazione dello stesso periodo. L'obiettivo è fare in modo che non si arrivi a quello stesso stadio di ansia e preoccupazione. Il rischio, se i numeri dovessero continuare a moltiplicarsi di giorno in giorno, c'è. Ed ecco che il governo è pronto a valutare l'inasprimento delle misure restrittive.

Nel momento in cui l'indice Rt dovesse superare 1,5 per oltre tre settimane si potrebbero profilare una serie di chiusure. A spiegare la situazione è un articolo de Il Corriere della Sera, a firma di Fiorenza Sarzanini.

Coronavirus: seconda ondata e spauracchio lockdown

Quello che tutti vogliono evitare è un nuovo lockdown. La serrata totale sarebbe devastante sia sul piano sociale che economico. L'obiettivo primario del governo è, però, tenere aperte le attività produttive e le scuole. Per evitare di arrivare a quel passaggio si pensa a strategie alternative. Le zone rosse limitate e le chiusure limitate sono un modus operandi già utilizzato e che potrebbe ricorrere nel momento ci si confronterà con focolai riguardanti comuni o quartieri.

Il Corriere della Sera, in particolare, spiega come sia stato individuato un limite dell'indice Rt oltre il quale potrebbero scattare diverse chiusure.

Indice Rt decisivo nelle chiusure che si potrebbero decidere

1,5 è perciò il numero da tenere ben presente. L'Rt indica il rapporto tra i contagiati attuali e i possibili nuovi contagiati.

Quando questo è superiore all'unità evidenzia come la curva di un'epidemia è in crescita. L'eventuale mantenimento costante di un trend individuato da Rt 1,5 potrebbe indurre a nuove chiusure. Lo scenario è al momento ipotetico. Nell'articolo si sottolinea inoltre come un vero lockdown si concretizzerebbe solo nel momento in cui la ricettività delle terapie intensiva andasse in affanno.

I dati, al momento, sono tranquillizzanti, sebbene oltre alla fotografia attuale occorre pensare al futuro.

Nuovo Dpcm: le ipotesi

L'evoluzione del contagio si valuta sempre con una proiezione futura e con il rischio che in pochi giorni si possa arrivare a crescite esponenziali. Il governo auspica che con il nuovo dpcm, l'obbligo delle mascherine e una maggiore rete di controlli, la situazione possa migliorare. Per il Dpcm in arrivo il prossimo 15 ottobre si era ipotizzato che si potesse decidere per una chiusura anticipata di locali e ristoranti.

Il Corriere della Sera segnala come le associazioni di categoria si siano opposte. "Ma - segnala il quotidiano - se il numero dei positivi dovesse continuare a salire con questa intensità limitazioni forti diventerebbero inevitabili".

C'è attesa, inoltre, di capire se ci saranno o meno disposizioni su eventuali limitazioni al numero di commensali ad uno stesso tavolo e se verranno introdotte norme precise per ricevimenti e feste private.

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