Un nuovo Dpcm è in arrivo per il mese di novembre. Molto prima della scadenza di quello attuale emanato a partire dal 26 ottobre e (in teoria) destinato ad esaurirsi il 24 novembre. Con ogni ogni probabilità con tempi ancor più rapidi della previsione che, fino a qualche giorno fa, fissava possibili nuove disposizioni per il 9. Si tratta dell'unica certezza rispetto ad una serie di rumors su quelle che potrebbero essere le restrizioni finalizzate al contenimento di un contagio da coronavirus in costante crescita. Preoccupano i dati del bollettino quotidiano, ma soprattutto l'avanzare del grado di saturazione della ricettività ospedaliera e delle terapie intensive.

Già entro il weekend potrebbero arrivare limitazioni che somigliano molto ad un lockdown morbido su tutto il territorio nazionale e a serrate totali vere e proprie nelle zone più a rischio. L'idea di chiudere tutto a livello nazionale non piace a Conte, sebbene resti l'estrema ratio.

Dpcm con lockdown? Potrebbe dipendere dall'indice del contagio

Repubblica segnala come, al momento, ci sia una diversità di vedute ampia all'interno della maggioranza rispetto al modus operandi. A partire dal fatto che soprattutto dall'orbita Pd partirebbe una pressione ai fini di chiusure più stringenti per evitare il peggio. Dal M5S, invece, figure come la Ministra per la Scuola Lucia Azzolina spingerebbero affinché non si immagini un futuro prossimo con gli istituti scolastici chiusi e la didattica limitata a lezioni a distanza.

Dpcm novembre 2020: Conte presto potrebbe tornare a parlare

L'intesa potrebbe essere trovata nel varare misure restrittive per quelle zone dove l'indice Rt supera 2, si ha difficoltà nel tracciamento dei contagi e si ha a che fare con difficoltà nelle strutture sanitarie. In un calderone di valutazioni di questo tipo finirebbero regioni come Lombardia e Piemonte, ma anche città come Milano, Napoli, Caserta, Varese, Genova, Como, Torino, alcune zone del Veneto e del Centro Italia.

Anche aree apparentemente con situazioni epidemiologiche meno gravi come Calabria e Sicilia sarebbero oggetto di analisi specifiche, alla luce dei timori per la situazione di fragilità dei propri sistemi sanitari.

Centri commerciali nel mirino e possibile chiusura anticipata o totale negozi in alcune zone

Il nuovo Dpcm potrebbe arrivare, secondo Repubblica, entro il 4 novembre. E si lavorerà essenzialmente su due binari. Un inasprimento nazionale che omologhi un livello minimo di guardia e un lavoro basato sulle situazioni dei territori. Secondo il quotidiano le misure nazionali potrebbero essere:

  • chiusura dei centri commerciali nel weekend, scongiurata nel Dpcm in vigore dal 26 ottobre e tornata attuale.
  • nuovi limiti alla ristorazione oggi consentita fino dalle 5 alle 18, ma permessa da asporto e con servizio a domicilio fino alle 24 (in alcune regioni i limiti sono più stringenti).-
  • possibile limitazione degli spostamenti tra regioni.

A queste misure generali se ne aggiungeranno altre per i territori con situazioni epidemiologiche complesse.

Il Corriere della Sera segnala rispetto a possibili misure ad hoc che "il piano sarebbe partire dalle città metropolitane". I centri citati sono grandi realtà come Milano e Napoli, con Bologna, Roma e Torino definite "osservate speciali" e candidate a subire un lockdown. Una serrata che porterebbe, dunque, alla creazione di zone rosse, confermate limitazioni agli spostamenti interregionali e la chiusura di alcune attività.

In attesa di capire quale sarà la direzione ufficiale, il destino inevitabile è che nella vita quotidiana stanno per arrivare nuove restrizioni finalizzate a tutelare la salute pubblica.

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