Davide Casaleggio è pronto a togliere il suo appoggio e quello dell’associazione Rousseau al M5S. È lui stesso a comunicare le sue intenzioni attraverso un lungo post pubblicato sul blog ufficiale del Movimento, il Blog delle Stelle, nella giornata di domenica 4 ottobre. Il timore di Casaleggio junior è quello che il M5S, creato dal padre Gianroberto insieme a Beppe Grillo, possa trasformarsi in un partito, venendo meno alle promesse fatte agli elettori in questi anni. Uno sfogo, quello di Davide Casaleggio, destinato a far discutere dentro e fuori dal Movimento pentastellato.

Lo sfogo di Davide Casaleggio

Davide Casaleggio apre la sua lunga riflessione, affidata al Blog delle Stelle, affermando che sia arrivata per lui la necessità di “prendere posizione”, dopo mesi passati ad osservare e riflettere. Il figlio di Gianroberto Casaleggio ricorda come il padre nel 2016 avesse deciso di dare vita all’associazione Rousseau, allo scopo di promuovere la “cittadinanza attiva” in politica. In questo modo, Casaleggio senior intendeva “tutelare la comunità del M5S”. L’intuizione del padre, riferisce Casaleggio junior, era stata proprio quella di prevedere la possibilità che qualcuno, in nome di interessi personali, “avrebbe potuto provare ad annullare il ruolo degli iscritti e il concetto stesso di portavoce” che, nella sua concezione, non sono altro che “dipendenti dei cittadini”.

Casaleggio: ‘Partitismo rifugio di chi ha paura di perdere i privilegi’

“Missione” che anche Davide Casaleggio si ripropone di portare avanti. Il manager ripercorre alcune tappe della storia del M5S e le promesse fatte ai propri elettori, come quella di non trasformarsi mai in un partito, in cui poche persone decidono “tutto per tutti”.

Mentre nel Movimento il potere viene esercitato “dal basso” e ci si autofinanzia, invece di ricevere soldi pubblici. “II partitismo è il rifugio di chi ha paura di perdere i privilegi che ha accumulato - ne è convinto Casaleggio - ma solo chi è disposto a perdere tutto quello che ha, può ottenere tutto quello che vuole”.

Insomma, dare vita a un partito sarebbe una cosa “incompatibile” con l’idea stessa di M5S. Per questo motivo, promette di fare tutto ciò che è possibile per evitare che il Movimento “venga consegnato alla storia come il simbolo del fallimento delle promesse fatte”.

‘Ho rifiutato la guida di un ministero’

Casaleggio promette il massimo impegno suo e dell’associazione Rousseau per contribuire al futuro sviluppo delle idee e dei metodi politici del M5S. Ma, avverte, “qualora si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito, dal momento che non sarebbe più necessario”. Poi, a dimostrazione del suo ‘amore’ per il Movimento, Davide Casaleggio rivela di aver anche “rifiutato la guida di un ministero”.

Insomma, dopo aver dovuto sopportare per anni “insinuazioni, attacchi e calunnie”, il figlio di Gianroberto decide di rompere un silenzio durato troppo a lungo.

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