Un nuovo Dpcm potrebbe essere emanato da Giuseppe Conte entro la sera del 25 ottobre. Il provvedimento sarebbe dettato dalla costante ascesa dei casi di Coronavirus rivelati dal bollettino quotidiano del Ministero della Salute. La situazione non è ancora drammatica, ma esiste il rischio che la diffusone del virus arrivi a mettere in difficoltà la ricettività delle strutture ospedaliere. Nuove misure preventive potrebbero arrivare, dunque, già nel weekend. Ad ipotizzare quali potrebbero essere sono il Corriere della Sera e La Stampa. In particolare quest'ultima segnala la possibilità che tutta l'Italia possa diventare "zona arancione".

Un colore che segnala un livello di rischio poco inferiore a quello massimo. A Conte sarebbe stato consegnato un'indagine in cui si specifica come le restrizioni da area arancione abbiano dato effetti positivi dall'8 al 12 marzo sulla curva di contagio. "Bar, ristoranti ed esercizi commerciali - si legge su La Stampa - dovrebbero chiudere, anche se c'è chi spinge per tenerli aperti fino alle 18".

Dpcm 25 ottobre: le ipotesi del Corriere della Sera

Il Corriere della Sera, così come La Stampa, analizza come, nonostante la situazione epidemiologiche siano leggermente differenti tra le varie regioni, si possa arrivare a un provvedimento univoco per tutti i territori. Questo potrebbe dipendere, ad esempio, dal fatto che regioni del Sud, pur con meno casi, potrebbero avere una sanità con minore ricettività rispetto ad altre realtà.

Le ipotesi di restrizioni sono diverse.

Coprifuoco e la questione ristoranti: la pressione degli scienziati è affinché venga attuato dalle 20 o dalle 21. In questo caso si segnala la possibile controproposta politica affinché si vada più in là nell'orario, in maniera tale da preservare le attività di ristorazione.

Anche a costo di intensificare i controlli e arrivare alle 22 e alle 23.

Palestre e piscine: la serrata per queste attività sembra ormai inevitabile. Resterà la possibilità i fare jogging e attività motoria. Per quanto riguarda lo sport professionistico c'è l'intenzione di proseguire.

Centri commerciali: si va verso la chiusura per strutture dove c'è il rischio assembramenti.

Il provvedimento potrebbe inquadrarsi nei provvedimenti che potranno generare una sorta di "lockdown dolce" per il weekend. I negozi al dettaglio potrebbero aprire con degli scaglionamenti di orari. Si proverà, inoltre, a lasciare aperti i mercati rionali, a patto che si individuino regole adeguate.

Scuola: la competenza delle decisioni verrà delegata unicamente al Ministero dell'Istruzione. Il tutto per evitare che arrivino ordinanze regionali che scavalchino i provvedimenti di Roma. Si ipotizza il 50% di didattica a distanza per gli istituti superiori.

Estetisti e parrucchieri: anche in questo caso non sembra profilarsi una stretta all'orizzonte. Potrebbero proseguire la loro attività, ma i controlli potrebbero farsi serrati.

Nuovo Dpcm: La Stampa anticipa le riflessioni su bar e ristoranti

La Stampa, invece, conferma la tesi che non ci sarà un nuovo lockdown, almeno sotto il profilo nominale. La chiusura generale potrebbe perciò essere scongiurata, ma. si parlerebbe comunque di "zona arancione".

Questa dovrebbe comportare libertà di movimento solo entro i confini regionali che, dunque, potrebbero restare chiusi. Ci sarebbe, inoltre, spazio per misure più dure nei territori con indici di contagio più allarmanti. Bar, ristoranti ed esercizi commerciali inoltre dovrebbero chiudere, anche se c'è chi spinge per tenerli aperti fino alle 18.

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